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Fibromialgia: un aiuto da yoga, stretching, tai chi

21 aprile 2021, 10:06

Fibromialgia: un aiuto da yoga, stretching, tai chi

Ho pensato di approfondire oggi il tema  della fibromialgia, una patologia subdola  ancora poco conosciuta e dall’elevato costo sociale che colpisce prevalentemente le donne  (sono stimati circa  due  milioni  i casi  in Italia) perché si è dimostrato che chi è affetto da tale sindrome per intraprendere «la strada del benessere» deve adottare corretti stili di vita che passano attraverso una sana attività fisica, un'alimentazione corretta, un adeguato riposo e la tranquillità emotiva.  
Il   sintomo principale della fibromialgia è  una condizione di dolore cronico che interessa il tessuto connettivo di tutto il corpo ed in particolare  muscoli, tendini, nervi, un dolore che può colpire  in maniera simmetrica la parte interna dei gomiti, il collo, i fianchi, la schiena, le ginocchia,  che si accentua con la pressione in queste aree e che può essere accompagnato da una miriade di altri sintomi. 
Fra questi sono comuni una    sensazione di spossatezza, il mal di testa, la depressione (non di rado collegata con l’impossibilità di comunicare il proprio malessere nella convinzione di non essere creduti ), disturbi del sonno, intestino irritabile, crampi, sensazione di gonfiore del viso della lingua e delle  mani, senso di ostruzione alla gola, nausea, rigidità articolare,  difficoltà di concentrazione, confusione mentale e deficit di memoria. 
Un campionario di sintomi che insorge in genere a partire dai  35 anni con la comparsa di dolori generalizzati anche a riposo, irritabilità e stanchezza e che può aggravare nei decenni successivi con la comparsa di nuovi sintomi. 
La diagnosi di fibromialgia si basa sulla normalità degli esami che  escludono  altre patologie, sull’ereditarietà (membri della stessa famiglia sono più a rischio di ammalarsi),   sulla presenza nella storia clinica di traumi ripetuti, malattie, infezioni o traumi psicologici che spesso possono scatenare la malattia.
Pur essendo le cause ancora sconosciute,  la possibilità che la patologia sia legata ad una componente autoimmune (cioè dovuta ad anticorpi ) è tra le più accreditate, come testimoniato anche da un recente studio pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Medicine condotto da ricercatori delle università di Verona e di Genova, che ha dimostrato sperimentalmente come la fibromialgia sia a volte associata ad altre patologie autoimmuni quali la sindrome di Sjögren o la tiroidite autoimmune, oppure a disturbi metabolici e digestivi come ad esempio l’intolleranza al glutine. 
Molto spesso i tentativi di cura  farmacologica con farmaci antiinfiammatori, antidepressivi, miorilassanti ed analgesici non danno  i risultati sperati. 
Una strada  per combattere efficacemente questa malattia,  che difficilmente guarisce in maniera definitiva rendendo la vita difficile a tantissime donne, è un cambiamento dello  stile di vita  che favorisca un sonno ristoratore, un'adeguata esposizione al sole per ottimizzare i livelli di vitamina D, il consumo di alimenti sani e genuini,  esercizio fisico quotidiano e  bassi livelli di stress emotivo. 
Se non si dorme correttamente si avranno sicuramente conseguenze negative, ed una delle strategie più valide per dormire meglio è l'esercizio fisico regolare che combini attività  di tipo aerobico, come la camminata o la corsa, con esercizi per il mantenimento della forza. 
Uno studio condotto da ricercatori  dell’Università di Harvard ha dimostrato come,  dopo aver fatto esercizio fisico per 20 settimane, un gruppo di donne affette da  fibromialgia avevano riportato un miglioramento della forza e della resistenza muscolare e una riduzione dei principali sintomi tra cui dolore, rigidità, affaticamento e depressione. 
È fondamentale che l’intensità e la durata dell’esercizio fisico siano incrementate gradualmente, variando gli esercizi con un programma che risulti piacevole e non monotono. 
L’alimentazione dovrà essere  ricca di alimenti freschi e integrali con un apporto ottimale di proteine grassi e carboidrati evitando eccessi di grassi animali, dolci, alcolici ed altri cibi infiammatori.  
Sono consigliati tutti i cibi freschi che contengano antiossidanti e fibre, in particolare la frutta (sia fresca che secca) e le verdure, olio extravergine d’oliva, pesce, cereali integrali, germogli, erbe aromatiche quali salvia, alloro, rosmarino, basilico e spezie tra cui la curcuma e lo zenzero. 
Sempre allo scopo di attenuare i disturbi sono sconsigliate o da limitare fortemente le bevande alcoliche, l’eccesso di zuccheri raffinati, sale, latticini, e grassi saturi e trans. 
 Molto importante anche controllare il proprio stato emotivo, eventualmente avvalendosi di tecniche di respirazione, meditazione e  liberazione emozionale utili per risolvere blocchi emotivi e situazioni ansiogene. 
Alcuni studi hanno documentato anche l’utilità dell’agopuntura nell’alleviare il dolore così come i massaggi dei muscoli e dei tessuti molli sono  in grado  di alleviare il dolore e di rilassare il corpo riducendo i livelli di ansia mentre  gli esercizi posturali e di stretching, lo yoga e il tai chi  contrastano i sintomi dolorosi  migliorando sia l’elasticità di muscoli e dello scheletro che l’equilibrio e sono in grado di dare enormi benefici, sia sotto il profilo prettamente fisico che mentale e psicologico.