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Farmaci biologici: salviamo la pelle

di Monica Tiezzi -

28 aprile 2021, 10:35

Farmaci biologici: salviamo la  pelle

Dalla ricerca sulle cause di alcune malattie dermatologiche si sono capiti meglio i meccanismi immunologici che regolano alcune dermatosi. «È già futuro per queste malattie con nuove molecole che ci faranno abbandonare o ridurre l'uso del cortisone utilizzando bersagli specifici per  attenuare l’infiammazione ed i meccanismi di attivazione di queste malattie della pelle - spiega Claudio Feliciani, direttore della Dermatologia dell'ospedale Maggiore -  Farmaci con meno effetti collaterali rispetto ai classici immunosoppressori, ma pur sempre farmaci da gestire a livello specialistico».
 È per questo che la Dermatologia del Maggiore  ha attivato un ambulatorio di terapie innovative per la gestione di questi farmaci «biologici» e «small molecules» con effetti immunoregolatori più che immunosoppressivi.  Fra le malattie candidate all'uso di farmaci innovativi  ci sono l'alopecia areata, la dermatite atopica, la psoriasi, ma anche alcuni dolori articolari con matrice infiammatoria, la cosiddetta artrite psoriasica.  «Grazie a questi nuovi farmaci  - dice Francesca Satolli, medico dirigente della Dermatologia - molti pazienti che non potevano sottoporsi a cure ora lo possono fare senza problemi. Per esempio i pazienti oncologici: prima venivano esclusi da qualsiasi trattamento per l'azione immunosoppressiva o teratogena dei farmaci, ora ci sono molecole   sicure anche in chi è affetto da neoplasia». 
«Altro gruppo che ha giovamento da queste nuove molecole sono le donne che desiderano avere figli - aggiunge Carolina Fantini, medico dirigente della Dermatologia -  Per gli stessi motivi, teratogenicità ed immunosoppressione, prima le donne che desideravano una gravidanza venivano escluse o avevano poche opportunità di cura». «L’ambulatorio  delle terapie innovative  - dice Daniela Pedretti, coordinatrice infermieristica degli ambulatori di Dermatologia - è una risposta  a  terapie personalizzate che si avvicinino di più alle esigenze di tutti i pazienti, considerando   la gravità della malattia  e quanto complica la vita di relazione».   Info  clinicadermatologica@unipr.it. 

Quella chioma   «a chiazze» 
Fra le patologie che traggono beneficio dall'uso dei nuovi farmaci c'è l’alopecia areata che,  spiega Feliciani,  quando  coinvolge tutto il cuoio capelluto viene  definita  «totale». «Si tratta di una malattia autoimmune tanto silenziosa quanto disabilitante per i giovani pazienti».  
Fortunatamente per le forme gravi di alopecia sono in arrivo molte novità pronte ad aggiungersi alle diverse opzioni immunosoppressive già in uso. «Le sperimentazioni su farmaci JAK inibitori (Tofacitinib e Ruxolitinib sia in formulazione topica che sistemica) sono sempre più numerose e in fase avanzata, con risultati molto promettenti. I tempi tecnici di approvazione di un farmaco sappiamo essere lunghi, ma questo a favore di una consolidata esperienza e sicurezza - dice Feliciani -  Non solo: questi farmaci sono già presenti ed approvati in Italia per altre patologie come reumatologiche ed ematologiche, speriamo presto nell’approvazione dell’indicazione per alopecia areata».
 

Dermatite atopica, come sconfiggerla
La dermatite atopica che persiste o insorge nell’età adulta è purtroppo spesso di gravità moderata-severa, spiegano gli specialisti della Dermatologia. Una malattia difficile da catalogare, almeno all'inizio, tanto che  il suo nome (dal greco a-topos,  «senza un posto») si riferiva alla mancanza di un posto nella classificazione medica  in uso negli anni Venti. «L’alterazione strutturale cutanea diventa in questi casi una compagna di vita, con cui bisogna imparare a convivere serenamente prima di tutto adottando con costanza semplici ed imprescindibili norme di cura della pelle - dice Feliciani -  In aggiunta a questo, l’immunomodulazione rappresenta la chiave terapeutica per tenere a bada l’eccessiva risposta infiammatoria. Le soluzioni ci sono e non bisogna disperare: fra queste troviamo anche Dupilumab, il primo farmaco biologico con indicazione specifica per dermatite atopica, che sarà presumibilmente affiancato nei prossimi anni da altre molecole “a bersaglio molecolare” già in fase di sperimentazione».  

La dermatite    nei bambini 
La dermatite atopica, purtroppo, non colpisce solo gli adulti. È una condizione infiammatoria che  interessa anche  circa il 20% dei bambini e rappresenta un motivo estremamente frequente sia di malessere per i piccoli pazienti che di stress e frustrazione per i genitori. «Ricordiamo che la corretta “gestione” della pelle del bambino è il punto cardine della terapia - dice Feliciani - Non bisogna esitare a chiedere consigli su come lavare, idratare, vestire il bambino. La dermatite può essere “spenta” utilizzando diversi approcci terapeutici, sia in somministrazione topica che sistemica, da valutare in base alle condizioni cliniche del bambino. Recentemente anche la terapia a bersaglio molecolare contro le interleuchine 4 ed interleuchina 13 è stata approvata per la dermatite atopica moderata-grave a partire dai 12 anni e per le forme gravi già a partire dai 6 anni d’età». 

Psoriasi: da madre (o padre)  a figlio
La psoriasi ha sempre una componente «genetica», spiega Francesca Satolli: «Non è causata da alterazioni specifiche dei cromosomi o da mutazione di un singolo gene, ma la predisposizione a sviluppare la malattia ricorre all’interno delle famiglie in modo più o meno evidente, e può  essere slatentizzata da  i fattori ambientali con cui il nostro organismo viene a contatto».
  Stimoli che, se agiscono su una persona con predisposizione genetica, possono innescare una risposta infiammatoria eccessiva da parte del sistema immunitario.  «Questo porta le cellule epiteliali ad un ricambio accelerato, come se la pelle dovesse guarire una ferita che in realtà non c’è, e al suo posto si forma la tipica placca psoriasica - dice Satolli -  Tutti i farmaci per la psoriasi (i topici, la fototerapia, i sistemici convenzionali ed i biologici) agiscono attenuando la risposta del sistema immunitario e quindi agiscono anche sulle forme di psoriasi  con  spiccata componente genetica».

Se non funzionano i «convenzionali» 
Di anno in anno, spiega Carolina Fantini,  le conoscenze sulla psoriasi si fanno   più solide  e   aumentano le possibilità terapeutiche. «Oggi possiamo proporre al paziente soluzioni mirate in base a gravità e  estensione della malattia, a  patologie concomitanti e a  esigenze  di  vita. I diversi principi attivi possono agire   dall’esterno, farmaci topici come creme o unguenti o  la fototerapia, o essere assunti per via sistemica, compresse o iniezioni sottocutanee - dice Fantini -  I farmaci biologici sono terapie di ultima generazione per il trattamento della psoriasi moderata-grave in pazienti che hanno   controindicazioni ad utilizzare le terapie sistemiche convenzionali o che non abbiano ottenuto    risultati soddisfacenti. Si chiamano biologici non perché siano prodotti naturali, ma perché agiscono su un singolo, determinato e specifico, meccanismo biologico infiammatorio.  Il farmaco colpirà   una molecola (TNFalpha, IL 17 o IL 23, a seconda del principio attivo scelto) che sostiene la  psoriasi, senza interferire  con altri farmaci  assunti».