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Fibromialgia: un massaggio per rilassare i muscoli

Intervista a Mauro Fornari, osteopata e presidente del Cio, Collegio italiano di osteopatia 

19 maggio 2021, 09:06

Fibromialgia: un massaggio per  rilassare i muscoli

Dolori diffusi all'apparato muscolo-scheletrico, disturbi del sonno, stanchezza, crampi, cefalee, depressione, fastidi allo stomaco e all'intestino. Sono alcuni sintomi della fibromialgia, una patologia molto difficile da interpretare. 
Il «bersaglio»? Le donne mature
Nonostante se ne parli poco, recenti studi  inseriscono la fibromialgia al secondo o terzo posto fra le malattie reumatiche per diffusione, soprattutto fra le donne adulte. L'incidenza della fibromialgia, infatti, varia dallo 0,5% al 12% a seconda della popolazione campionata e dal metodo di accertamento utilizzato e le donne superano gli uomini in un rapporto di circa 3 a 1.  La prevalenza della sindrome aumenta con l'età, soprattutto nella mezza età (50-59 anni) e poi diminuisce nei gruppi di età più avanzata (più di 80 anni). L'età media di diagnosi, comunque, è tra i 30 e i 50 anni. Dal momento che non esiste una terapia specifica per curarla (sebbene siano disponibili diverse terapie farmacologiche e non farmacologiche), molti pazienti si rivolgono all'osteopata.

Riequilibrare il sistema nervoso
Cosa può fare l'osteopatia in questi casi? Il trattamento osteopatico, attraverso manipolazioni dolci e non dolorose che agiscono in profondità, va a riequilibrare il sistema nervoso autonomo e a rilassare la muscolatura. 
L'approccio manipolativo è ben preciso su aree sia dell'apparato muscolo-scheletrico sia su aree nervose. Grazie alle sedute osteopatiche si riesce quindi a ridurre l'infiammazione e il dolore, rendendo l'affaticamento e il peso lavorativo più sopportabili. L'osteopatia rappresenta dunque un valido aiuto, ma deve essere accompagnata da un corretto stile di vita perché nei pazienti che soffrono di fibromialgia è molto importante il fattore motorio, respiratorio e alimentare. 

Stress e infiammazione
Sono inoltre utili quelle strategie che limitano gli effetti deleteri dello stress cronico e dell'infiammazione. Una dieta anti-infiammatoria, una corretta attività fisica, una buona igiene del sonno, il sostegno sociale e la riduzione dello stress sono fondamentali per regolare in meglio l'interazione tra i sistemi corporei. Nei casi più gravi occorre invece prendere farmaci che alleviano i dolori. Il trattamento osteopatico andrà condiviso con il medico reumatologo che, oltre ad effettuare la prima diagnosi, darà sostegno farmacologico al paziente rimodellandolo a seconda dell'evoluzione della patologia e dell'apporto osteopatico. Il numero di sedute osteopatiche varia a seconda del soggetto, che può presentare patologie concomitanti o svolgere attività lavorative usuranti: di solito si parte con 6-8 sedute distanziate da una settimana o 15 giorni l'una dall'altra. Si continua poi con una seduta a ogni cambio di stagione.

Il ruolo del microbioma
Le cause della sindrome fibromialgica sono ancora poco chiare. A giocare un ruolo importante sono i fattori psicosociali; un altro aspetto sotto esame è l'asse intestino-cervello, che collega il microbioma intestinale con il cervello attraverso il sistema nervoso enterico: i pazienti con fibromialgia hanno batteri intestinali meno diversificati e presentano cambiamenti nel metabolismo dei neurotrasmettitori. Inoltre, uno studio recente ha stabilito che la densità delle fibre nervose intraepidermiche era ridotta in due terzi dei pazienti, e che questi sentivano un dolore più intenso e lancinante, un maggior peso della malattia e più ansia. Numerosi studi, inoltre, sono concordi nell’individuare lo stress tra i fattori predisponenti e aggravanti.

La validità dell'osteopatia 
La validità dell'approccio osteopatico nei casi di fibromialgia è stata dimostrata da alcuni studi nel corso degli anni. Il CIO, il Collegio Italiano di Osteopatia che presiedo, ha condotto uno studio su 85 pazienti della durata di due anni e mezzo volto a verificare l’efficacia dell’approccio manuale, ottenendo buoni risultati nel miglioramento della qualità di vita e nella diminuzione dell’assunzione di farmaci dei soggetti coinvolti. I gruppi di pazienti trattati hanno riportato sui questionari a loro forniti miglioramenti sul piano neurovegetativo, sul piano algico dell’apparato locomotore e una maggiore resistenza allo stress familiare e alla vita lavorativa.