Sei in Salute

RICERCA

Tumori: terapia innovativa contro il cancro al pancreas

Coltivate cellule tumorali in piastre di Petri 

31 maggio 2021, 10:22

Tumori: terapia innovativa contro il cancro al pancreas

Ricercatori australiani hanno potuto coltivare cellule del tumore pancreatico in piastre di Petri e mantenerle in vita per 12 giorni, con una tecnica innovativa che apre la strada a nuove terapie per il cancro al pancreas. Il risultato ha permesso agli scienziati dell’University of New South Wales di testare un nuovo farmaco e una terapia genetica di nanomedicina, per verificarne l'efficacia contro la crescita del tumore.

Il farmaco testato dall’equipe guidata dalla specialista in oncologia e nanomedicina Phoebe Phillips, che guida il Pancreatic Cancer Translational Research Group dell’università stessa, è la sulfasalazina, una proteina che deriva dall’associazione chimica di un sulfamidico e un antinfiammatorio. Il farmaco viene prescritto contro l’artrite e ora si è dimostrato efficace nell’inibire la crescita dei tumori coltivati in piastre di Petri. I ricercatori lo sperimentano ora sui pazienti di cancro pancreatico con l’obiettivo di utilizzarlo per trattare il letale tumore.

«La sulfasalazina, combinata con una terapia basata su RNA che il suo laboratorio sta sviluppando, prende di mira un trasportatore amminoacido conosciuto come SLC7A11», scrive la studiosa sul sito dell’Università. Gli studiosi avevano in precedenza accertato che la proteina è altamente espressa nel 50% dei tumori, oltre che nelle cellule helper che formano il tessuto cicatriziale attorno al tumore, rendendolo impenetrabile ai farmaci di chemioterapia. 


«Le cellule helper sono una ricca fonte di alimentazione per il tumore. Le cellule tumorali le utilizzano come aiuto nel diffondersi e nel crescere attraverso l’organismo. L’inefficacia delle chemioterapie sta nell’incapacità di colpire le cellule helper nel tessuto cicatriziale. Se si può inibire l’amminoacido SLC7A11, si impedisce alle cellule helper di produrre tessuto cicatriziale. Abbiamo anche bloccato la loro abilità nell’alimentare il tumore con cellule nutrienti», aggiunge la studiosa.