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Lavorare ai fianchi

Anca: come si può intervenire prima della protesi

di Antonella Cortese -

02 giugno 2021, 09:39

Lavorare ai fianchi

Pensare che la coxalgia, ossia il dolore all’anca, sia solo un disturbo della tarda età, è relativamente corretto in quanto può soffrirne chiunque e a qualsiasi età se le articolazioni vengono messe a dura prova. Ne soffrono spesso gli sportivi che sono costretti a ricorrere all’artroscopia o addirittura alla protesi con tecnica mininvasiva. 
Abbiamo chiesto a Riccardo Cepparulo, direttore dell’Ortopedia e traumatologia dell’ospedale Santa Maria di Borgo Val di Taro, di spiegarci il perché di questo dolore spesso insistente fino a diventare invalidante. 

Ma chi ne soffre? 
«Il dolore all’anca è frequente nei giovani che praticano sport a qualsiasi livello. Molti sport come calcio, rugby, basket, danza e pallavolo sono ad alto impatto per le articolazioni e sottopongono l’anca a stress continui che possono portare all’insorgenza di dolore sia durante l’attività sportiva che a riposo. La localizzazione del dolore non è solo inguinale ma spesso è riferita in una zona più laterale dell’anca».

Quali sono le cause? 
«Le cause sono diverse e interessano i tendini, le borse sierose, le fasce addominali ma tra le problematiche articolari il conflitto femoro-acetabolare è sicuramente la causa principale di questo dolore. Per conflitto femoro-acetabolare si intende un contatto anomalo tra le due componenti articolari dovuto ad un'alterazione anatomica delle stesse. In un’anca normale la testa del femore è sferica e aderisce in modo uniforme nell’acetabolo durante tutto l’arco di movimento. Nel conflitto femoro-acetabolare, le superfici dell’articolazione entrano in conflitto tra loro a causa di un’alterazione del collo femorale (conflitto Tipo CAM) o di un’eccessiva retroversione o copertura dell’acetabolo (conflitto Tipo Pincer) o per la presenza di entrambe le anomalie (conflitto Misto). Questa condizione di contatto anomalo è la causa del dolore poiché progressivamente porta all’usura dell’articolazione e con il tempo all’artrosi» .

Che cosa si può fare per non soffrire e per prevenire l’artrosi? 
 «Solo da qualche anno, grazie alla ricerca di alcuni chirurghi pionieri, tra cui il Dr Marc J. Philippon, chirurgo statunitense dal quale abbiamo avuto il privilegio di apprendere direttamente questa chirurgia, il conflitto femoro-acetabolare viene curato in artroscopia, cioè mediante l’utilizzo di una telecamera e strumentari dedicati, con i quali si riesce a ricostruire l’anatomia normale dei capi articolari eliminando il conflitto e riparando le lesioni presenti».

Quando è possibile sottoporsi a questo intervento?
«L’intervento è indicato quando l’articolazione non ha ancora subito danni irreversibili, ovvero quando le parti ‘nobili’, cartilagine e labbro acetabolare, sono solo danneggiate e si possono riparare mediante la tecnica artroscopica. Oggi è ampiamente dimostrato che questo intervento, se eseguito con la giusta indicazione e tempistica, previene o ritarda la degenerazione articolare e quindi l’evoluzione dell’artrosi. Nel caso in cui queste strutture abbiano subito danni importanti e l’articolazione fosse già artrosica, l’intervento più indicato per risolvere il dolore e la limitazione funzionale è la protesi dell’anca».