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Crampi, che fare

Dolore acuto spesso dovuto alla disidratazione. Ma anche spia di patologie più serie da approfondire. I rimedi: a volte la causa è un'attività fisica non adeguata alla propria preparazione. E' bene rivedere l'allenamento, farlo precedere dal riscaldamento e concluderlo con lo stretching

di Isabella Spagnoli -

02 settembre 2021, 09:39

Crampi, che fare

Come ogni anno con la bella stagione cresce il desiderio di muoversi all’aria aperta. I nostri muscoli possono però reagire all’esercizio fisico con la comparsa di crampi muscolari, soprattutto se l’attività è intensa e prolungata e magari anche effettuata con un’insufficiente preparazione oppure nelle ore più calde della giornata. 

Ma cosa sono i crampi? Lo spiega Michele Riva, direttore della Medicina interna del nostro ospedale. 
«Si tratta di contrazioni involontarie e improvvise che possono colpire uno o più muscoli, particolarmente dolorose e di durata variabile: da pochi secondi fino ad alcune ore in certi casi. I gruppi muscolari che sono maggiormente interessati sono quelli del polpaccio e della coscia, ma la contrazione può riguardare anche i piedi, le mani, l’addome e la gabbia toracica. Diciamo subito che i crampi muscolari sono un sintomo comune nella popolazione sana, specialmente tra gli anziani e i bambini, i più soggetti alla disidratazione. Possono verificarsi mentre si fa sport o si cammina, ma anche quando si è seduti e persino durante il sonno, innescati da un semplice movimento». 

Riva spiega che alcune persone, per quanto perfettamente in salute, sono più predisposte ad accusare crampi in qualsiasi condizione, sia durante l’allenamento che in condizioni di riposo, per motivi non meglio chiariti. 
«In genere il crampo può essere provocato negli sportivi dall’aumento della temperatura sia ambientale che corporea, dovuta a uno sforzo muscolare che comporti un’eccessiva perdita di liquidi ed elettroliti, cioè le sostanze definite comunemente “sali minerali”, come sodio, magnesio, potassio e calcio. Se questa perdita non viene perfettamente reintegrata è facile incorrere nei crampi. I crampi si verificano poi abitualmente in gravidanza, come conseguenza delle modificazioni parafisiologiche a cui vanno incontro le donne che aspettano un bambino. Questi fenomeni, per quanto dolorosi e a volte invalidanti, sono comunque per lo più di scarsa rilevanza per la salute delle persone, anche se in realtà non è sempre così, perciò è meglio non trascurare la presenza costante di crampi che insorgano in particolare in condizione di riposo o senza causa apparente: potrebbero infatti essere la spia di ben altre condizioni patologiche, quali malattie del metabolismo, malattie cardio-vascolari e neurologiche, come polineuropatie, o malattie muscolari».
 

Quali sono le ragioni dei crampi? 
«La risposta non è scontata. I ricercatori non sono tuttora in grado di fornire risposte certe, supportate da evidenze scientifiche. Senza dubbio esistono condizioni predisponenti ai crampi, come un allenamento insufficiente o inadeguato per il tipo di sforzo; il calore e la disidratazione, con la conseguente perdita dei sali minerali indispensabili per una corretta contrazione della muscolatura; alcune patologie del metabolismo, neurologiche e ischemia degli arti inferiori. Anche determinate terapie farmacologiche di uso comune, tra cui diuretici e statine, possono giocare un ruolo preminente nel determinare la comparsa dei crampi».
 

Cosa fare per prevenire la comparsa dei crampi?
«Se si programma un allenamento intenso bisogna prevedere un’adeguata idratazione, sia prima dell’attività fisica che durante l’esercizio in maniera costante, ma anche nelle fasi successive, arrivando anche ad alcune ore dopo che si è terminato di allenarsi, fino alla completa ripresa di una diuresi regolare. I liquidi assunti dovranno contenere carboidrati facilmente assimilabili e sali minerali, tra cui potassio, magnesio e cloruro di sodio, cioè il comune sale,  di solito demonizzato ma da consigliarsi in questa circostanza.

La seduta di allenamento deve essere sempre proporzionata al livello di preparazione e va preceduta da un adeguato riscaldamento e da stretching. Un regolare programma di stretching, eseguito più volte alla settimana, può aiutare le fibre muscolari a funzionare in modo ottimale, in modo da scongiurare altre complicazioni. Importanza fondamentale riveste poi l’alimentazione, che deve essere varia, sana e contenere tutti i principi nutrizionali di cui l’organismo ha necessità quando è sottoposto a un’attività anche intensa. Nelle ore antecedenti l’allenamento non dovranno mancare pasti a base di frutta, cibi ricchi di sali minerali, antiossidanti e vitamine del gruppo B, a maggior ragione nel periodo estivo. Sono invece assolutamente controindicati pasti abbondanti nelle 2-3 ore antecedenti l’allenamento, in quanto possano causare l’insorgenza di crampi, oltre ad altre complicanze. Non è infine trascurabile la scelta dell’abbigliamento da indossare: meglio ricorrere a indumenti altamente traspiranti e a calzature confortevoli, per non affaticare troppo i piedi ed evitare così la comparsa dei crampi».

Cosa fare in caso di crampi?
«La maggior parte può essere interrotta con la sospensione immediata dell’attività fisica che lo ha determinato, effettuando delicatamente l’allungamento del muscolo contratto. Non esistono farmaci in grado di trattare un crampo, ma un blando massaggio e l’applicazione di impacchi caldi possono aiutare a lenire il dolore e accelerarne la scomparsa».