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Agili tutta la vita: si fa così

di Gianfranco Beltrami -

08 settembre 2021, 09:31

Agili tutta la vita: si fa così

È veramente bello essere e sentirsi agili, muoversi anche in età avanzata con rapidità, elasticità e sveltezza. E invece l’agilità, qualità fisica molto importante che cala inesorabilmente con l’età, molto spesso non viene sufficientemente considerata nei programmi di allenamento.

L'importanza dell'agilità
 Agilità significa   scioltezza e  destrezza nei movimenti,  capacità  di cambiare direzione e di adattarsi con la massima efficienza possibile alle modificazioni del corpo  nello spazio. E’ una qualità che, unita alla coordinazione, alla flessibilità, alla resistenza, alla forza, alla potenza muscolare e all’equilibrio garantisce anche  precisione e velocità dei movimenti, consentendo di eseguire le diverse azioni quotidiane con il minor dispendio di tempo ed energia possibile. L’agilità migliora l'equilibrio e il controllo del corpo aiutandolo a mantenere e correggere  il suo centro di gravità impedendo così le  cadute e garantendo  stabilità durante tutti  le attività e le prestazioni nella vita di tutti i giorni fra cui evitare una caduta, superare un ostacolo oltre che per migliorare tecnica ed efficienza nel corso della diverse pratiche sportive.

Il ruolo del sistema nervoso
 Ad incidere sull'agilità e la  destrezza sono in primo luogo l’azione del nostro sistema nervoso  che emette gli stimoli necessari affinché il corpo possa muoversi rapidamente verso la direzione e il senso richiesti  ed una buona efficienza dell’apparato muscolo scheletrico che deve essere forte ed elastico. Sono capacità che vengono stimolate prevalentemente nell’età dell’accrescimento fino all’adolescenza,  ma che possono essere mantenute più a lungo in  età adulta solo se vengono allenate. È ormai ampiamente dimostrato che l’attività fisica mantiene giovani e fortunatamente,  a differenza di un recente passato, sono ormai molti gli anziani sportivi che vanno in palestra, corrono maratone, partecipano a gare ciclistiche, fanno sci alpinismo e scalano montagne, mentre sono finiti i tempi in cui gli anziani facevano al massimo qualche passeggiata o ginnastica da camera.  Vi è molta differenza fra l’efficienza fisica di questi «anziani attivi» e quella di chi invece rimane sedentario e inattivo e dopo i sessant’anni vede calare di otre la metà la propria forza e  prestanza  fisica con gravi ripercussioni sulla  qualità di vita e, andando avanti con gli anni, anche  con problemi per il mantenimento dell’ autosufficienza.

Invecchiare bene
 Con l’invecchiamento si ha un declino inesorabile dell’efficienza dei vari organi e apparati con calo  della forza e della resistenza ma oltre a questi fattori, importantissimi  per la forma fisica e che vanno  costantemente allenati, non bisogna mai dimenticare  un allenamento che favorisca il mantenimento di agilità, coordinazione ed elasticità. Dopo i 60 anni mantenere queste qualità fisiche richiede impegno e costanza,   perché l'organismo necessita di stimoli continui e opportunamente efficaci per mantenere o ridurre il più lentamente possibile la  funzionalità dell'età più giovanile. L'agilità può essere affinata e mantenuta usando tecniche molto diverse, sia praticando discipline sportive  propriamente dette, ma anche con corsi e programmi da eseguire  in palestra, come la ginnastica funzionale.

Nel rispetto delle capacità e del grado di allenamento individuale è utile  qualsiasi programma che miri a mantenere il migliore equilibrio, a garantire un ottimale qualità  di deambulazione e di corsa lenta in tutte le direzioni (anche indietro e lateralmente), a mantenere efficiente il gesto del salto, a curare la mobilità del rachide   eseguendo protocolli finalizzati al miglioramento della flesso-estensione, anche laterale, a mantenere tutti i movimenti delle articolazioni delle spalle integrando questi esercizi con il rinforzo globale di tutta la muscolatura di sostegno. Vanno inoltre allenate le capacità di coordinazione dei movimenti mantenendo e migliorando  per quanto possibile, la flessibilità e l'elasticità muscolare totale, e la mobilità articolare globale. Si tratta di  attività che prevedono un attenta programmazione degli esercizi che potranno essere variati  e resi più complessi valutando i progressi ottenuti e facendo attenzione nell’eseguire gli esercizi più difficili che possono implicare un maggior rischio di infortunio.

Sempre necessaria inoltre una visita medica preliminare  per la prescrizione dell’esercizio e che tenga conga conto di eventuali patologie muscoloscheletriche come l’artrosi o altre controindicazioni. In linea generale le attività aerobiche come camminata, bicicletta o corsa lenta possono essere praticate (meglio alternandole) anche tutti i giorni  con volumi di lavoro anche di 60' o superiori – a patto che l'intensità sia bassa o comunque moderata, mentre attività più impegnative in palestra con esercizi specifici che impongono picchi di maggiore intensità  due o tre volte alla settimana.

Ovviamente per trarre il massimo beneficio da queste attività è fondamentale una alimentazione corretta che garantisca un adeguato  fabbisogno dei nutrienti essenziali come aminoacidi, carboidrati, grassi, vitamine e minerali. Necessario anche il mantenimento o il raggiungimento di un corretto peso  perché è molto più difficile rimanere agili se si è in sovrappeso.