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Sesso chimico

Sesso chimico

di Antonella Cortese

10 Novembre 2021,11:47

 Cresce l'uso di stupefacenti per migliorare le prestazioni Ma il «chemsex» provoca esattamente l'effetto opposto

La cronaca degli ultimi mesi ci ha fatto conoscere un nuovo termine: il «chemsex», cioè il sesso sotto effetto di sostanze psicoattive, grazie ad alcuni «utilizzatori» legati al mondo dello spettacolo e della politica. Potrebbe sembrarci un fenomeno nuovo, in realtà non lo è affatto, anche se il vecchio “Sex and drugs and rock’n’roll” sembra quasi sbiadire dietro le nuove droghe che hanno conquistato il palcoscenico e hanno reso il sesso, per alcuni, indissolubilmente legato alle sostanze. 


Secondo Gilberto Gerra, internista endocrinologo specializzato in farmacologia e tossicologia, che lavora per il Dipartimento salute mentale e dipendenze patologiche dell’Ausl Parma, storicamente l’utilizzo di sostanze psicoattive per scopi non medici (morfina, cocaina, atropina, mescalina, inalanti, alcool) si è spesso intrecciato con la sfera della sessualità in diversi modi, dipendenti dai contesti sociali e dai costumi culturali. «Le sostanze psicoattive sono state usate già nel passato per rispondere alle più svariate aspettative inerenti alla sessualità – spiega Gerra - dall’induzione di uno stato di disinibizione con riduzione del controllo degli impulsi all’incremento della performance (es. ritardo eiaculazione e aumento delle funzionalità erettile), dal nutrimento di un immaginario fantastico con stati di derealizzazione e deresponsabilizzazione all’inconsapevolezza rispetto alle possibili conseguenze problematiche». 


Questi gli effetti attesi, quali i rischi? «Quasi paradossalmente, gli effetti collaterali problematici comprendono un’azione inibitoria sull’asse ormonale che controlla le gonadi con conseguente riduzione della produzione di estrogeni e testosterone (ormoni della sessualità) e aumento della prolattina, capace di indurre a sua volta irregolarità del ciclo mestruale, impotenza, disinteresse al sesso. Tra le conseguenze psicologiche di frequente ritroviamo l’irritabilità, la paranoia e l’ostilità (spesso orientata verso il partner)».
 Come è cambiato l’utilizzo delle sostanze negli ultimi anni? «Negli ultimi decenni, in continuità con lo scenario menzionato, sempre nuove modalità, e anche nuove sostanze, hanno caratterizzato la relazione tra sesso e sostanze psicoattive».


 Che cosa offre il mercato (illegale)? «Attualmente il mercato delle sostanze psicoattive offre un ventaglio di scelte conformi alle attitudini dei consumatori. Si può chiedere alle sostanze di migliorare la propria socievolezza facilitando le relazioni interpersonali (sostanze entactogene); si può aumentare l’energia e ridurre lo stato di affaticamento per party che non finiscono mai (sostanze energizzanti); si può cercare nelle sostanze una riduzione della consapevolezza (propria e dei possibili partner) a sostegno di una forma di sessualità predatoria e in qualche caso violenta e annullamento dello stato di coscienza. Considerati gli effetti farmacologici di queste nuove droghe, è stata riscontrata una maggiore frequenza, rispetto alla popolazione generale, di quadri clinici caratterizzati da ansia, agitazione e depressione. Non sono infrequenti condizioni somatiche quali disturbi cardiovascolari, ipertensione e trombosi e un aumentato rischio di incorrere in infezioni a trasmissione sessuale (come l’HIV, ma non solo). I livelli di disinibizione ottenuti con queste sostanze possono rendere le persone inconsapevoli rispetto ai rischi del sesso non protetto». 


Quali sono le sostanze più diffuse? «Appartengono alla categoria delle metamfetamine, sostanze stimolanti con una componente allucinogena, capaci di indurre drammatiche condizioni di dipendenza - il soggetto polarizza la sua esistenza solo sul binomio sesso-sostanza - con gravi alterazioni metaboliche e del bilancio elettrolitico. – spiega Gerra - Tra le sostanze amfetaminiche primeggia il mefedrone: si tratta del derivato naturale di una pianta presente nel Nord Africa (Cata edulis) trattata chimicamente per ottenere il metilcatinone (che è una nuova sostanza psicoattiva semisintetica). Tra le sostanze in questo ambito in grado di compromettere lo stato di coscienza pregiudicando le difese personali e il libero arbitrio, si può annoverare il gamma-idrossibutirrico (Ghb), un farmaco che simula gli effetti del “tranquillante naturale” presente nel sistema nevoso centrale, il Gaba. È proprio un’eccessiva stimolazione dei recettori del Gaba da parte del Ghb (droga dello stupro) che si può giungere a determinare il coma e la morte. Tale sostanza ha anche proprietà mediche come farmaco per la cura dell’alcolismo quando utilizzato sotto rigorosa supervisione medica».
 

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