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SALUTE E BENESSERE

Le proteine della longevità? Si chiamano "sirtuine"

Le proteine della  longevità? Si chiamano «sirtuine»

di Gianfranco Beltrami

06 Dicembre 2021,15:09

Chi non vorrebbe vivere anche oltre i 100 anni in buone condizioni di salute? La medicina ha fatto notevoli passi avanti prolungando la durata della vita, grazie a nuovi farmaci e a più raffinate tecniche sia mediche che chirurgiche in grado di garantire soluzioni e a volte guarigioni per patologie un tempo incurabili, ma molto resta ancora da fare per quanto riguarda l’aspettativa di vita in salute.


Per la maggior parte delle persone infatti le ultime decadi della vita sono costellate da varie malattie e in molti casi vissute in condizioni di invalidità o dipendenza. Diversi studi recenti indicano come non sia troppo astratta la prospettiva di un futuro in cui sia prolungata non solo la longevità dell’uomo, ma anche la sua vitalità ed efficienza, considerando l’invecchiamento come una malattia cronica che può essere rallentata, bloccando il trascorrere degli anni.
La ricerca ha infatti permesso di individuare alcuni meccanismi metabolici e immunitari che si danneggiano nel tempo e che innescano quella degenerazione fisica e cognitiva propria dell’avanzare degli anni.


La scoperta della relazione fra l’invecchiamento e l’accorciamento dei telomeri (le parti finali dei cromosomi che, come dei cappucci, proteggono il Dna rendendolo più stabile ) è valsa il Premio Nobel per la medicina e la fisiologia alla biochimica australiana Elizabeth Blackburn nel 2009, mentre la più recente scoperta delle sirtuine , proteine indispensabili per la sopravvivenza e la longevità di tutti gli esseri viventi, ha aperto nuove e interessanti prospettive alla medicina antiaging introducendo una nuova teoria che vede l’invecchiamento non più così inevitabile come fino ad ora considerato, ma piuttosto come una perdita delle “informazioni genetiche della giovinezza” causata dai tanti fattori di rischio che vanno a modificare il nostro Dna riducendo progressivamente l’aspettativa di vita sana, quali la cattiva alimentazione, la sedentarietà, l’inquinamento e lo stress.
Dopo aver identificato con test specifici l’età biologica di ogni individuo in base a specifici biomarcatori che cambiano con il passar del tempo, può essere possibile fin da ora rallentare o invertire l’inesorabile trascorrere degli anni con strategie innovative abbinate a stili di vita salutari e ad una serie di molecole che potrebbero riparare il nostro Dna danneggiato dall’età.


Un recente studio pubblicato solo pochi giorni fa da ricercatori del dipartimento di biologia e medicina dell’Università statunitense di Rochester sulla rivista “Trends Cell Biology” ha puntualizzato il ruolo della sirtuina 6 per la riparazione del Dna danneggiato e come migliori livelli di attività di questa proteina possano fornire una strada per strategie di ringiovanimento.
Gli scienziati sono riusciti a individuare una famiglia di sette geni che favoriscono la longevità, che sono stati definiti geni Sirt perché legati alla produzione delle sirtuine, proteine che si attivano in condizioni di stress metabolico, carenza di cibo, basse temperature, pericolo di vita, ed in grado di ridurre la replicazione cellulare concentrando le risorse dell’organismo sulla sopravvivenza.


Nella società moderna si verificano di rado queste condizioni ma gli scienziati hanno evidenziato come queste proteine della longevità possano essere attivate anche con interventi sugli stili di vita come la riduzione dell’apporto calorico, particolari strategie dietetiche come il digiuno intermittente, con l’esposizione volontaria a sbalzi termici, programmi di attività fisica personalizzati, tutti metodi che a livello sperimentale hanno consentito un aumento della vita media in diverse specie animali.
Diversi studi hanno dimostrato che in caso di ridotta attività delle sirtuine aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e metaboliche come dislipidemie e diabete e come una maggiore attività delle sirtuine possa invece rallentare il processo di invecchiamento e ridurre il rischio di malattie ad esso correlate, come il cancro, le patologie metaboliche e neurodegenerative fra cui la demenza senile.
Anche alcune molecole di origine naturale come il resveratrolo ed una forma della vitamina B3 definita NR (nicotinamide riboside) sembrano possedere la capacità di attivare le sirtuine consentendo alle cellule di vivere più a lungo. In particolare quando NR entra nelle cellule genera una molecola chiamata Nad (nicotinamide adenin dinucleotide) necessaria per la corretta attività di oltre 500 enzimi, fra i quali le sirtuine.


Si è dimostrato che con l’invecchiamento i livelli di Nad diminuiscono fino a mandare in crisi molti sistemi enzimatici vitali per il nostro organismo e che la supplementazione alimentare con NR, e altre sostanze può rigenerare i livelli fisiologici di Nad attivando le sirtuine. La combinazione di attività mirate a modificare in senso positivo lo stile di vita associate a stimoli biochimici, forniti anche attraverso un regime nutrizionale ad hoc, potrebbe essere quindi la strategia futura per migliorare la produzione di sirtuine ed ottenere i massimi benefici per assicurarsi una maggiore longevità in salute.

© Riproduzione riservata

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