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Mal di piedi: quando basta un plantare e quando serve la chirurgia

Pianta, collo, tallone, dita: dal dolore alla guarigione

Mal di piedi

di Isabella Spagnoli

18 Dicembre 2021,10:45

Che cosa è il Neuroma di Morton? Lo spiega Francesco Ceccarelli, professore ordinario di ortopedia e traumatologia della nostra Università e direttore della scuola di specializzazione ortopedia e traumatologia. «È il rigonfiamento di un nervo, di solito fra il 3° e 4° dito (più raramente fra il 2° e 3°) determinato dall’attrito che si viene a creare fra il nervo ed un legamento che tiene insieme le teste delle ossa metatarsali».

Che sintomi provoca?

«I sintomi sono molto vari e interessano il 3° e 4° dito: è presente dolore o bruciore caratteristicamente localizzati a livello dei margini vicini alle due dita. A volte il paziente può riferire disturbi della sensibilità, sensazione di “scossa elettrica”, crampo associato a sensazione di scrosci o scatti. Caratteristicamente la sintomatologia si aggrava improvvisamente con una scarpa chiusa e scompare togliendola».

Come si giunge alla diagnosi?

«La diagnosi non è facile perché molte altre problematiche a livello dell’avampiede possono dare una sintomatologia simile. Fondamentale è un attento esame clinico anche con adatte manovre. A volte sono necessari esami come radiografie del piede sotto carico, una ecografia o una risonanza magnetica anche se questi esami possono fornire anche dei falsi negativi».

L’intervento chirurgico è sempre necessario?

«Purtroppo, il trattamento è solo chirurgico e consiste nella asportazione della parte del nervo interessata dal rigonfiamento. L’intervento si può eseguire attraverso una piccola incisione dorsale o plantare a seconda dell’esperienza del chirurgo. Alcuni chirurghi eseguono l’intervento anche in endoscopia, altri optano per forme di trattamento meno invasive consistenti nell’uso di radiofrequenze o di particolari sostanze alcoliche che, attraverso l’infissione di un ago sotto controllo ecografico, possono distruggere il neuroma. I risultati di queste ultime due tecniche non si sono dimostrati superiori alla chirurgia tradizionale».

Se non curato si cronicizza?

«Se per cronicizzazione si intende la persistenza del dolore, la risposta è sì. La sintomatologia comunque nel tempo subisce degli alti e bassi in relazione anche alle stagioni, nel senso che in estate con sandali aperti tende a ridursi».

La metatarsalgia invece cosa è?

«Si tratta di un dolore nella parte anteriore del piede in corrispondenza della teste metatarsali. Le cause ed i quadri clinici sono numerosi e questo determina la necessità di una precisa identificazione di ogni singolo caso attraverso un attento esame clinico ed a volte con l’aiuto di esami strumentali o di sangue. Dobbiamo distinguere le metatarsalgie meccaniche da quelle non meccaniche. Le prime dipendono da una alterazione meccanica della parte anteriore del piede che determina un netto aumento della pressione di una o più teste metatarsali. Le seconde invece possono essere il sintomo di molte altre malattie come ad esempio reumatismi, infezioni, gotta o diabete e purtroppo anche di tumori».

Quali i sintomi?

«Nelle metatarsalgie non meccaniche i sintomi sono molto vari: il dolore, a volte, è presente anche a riposo, è il sintomo principale accompagnato ad esempio da gonfiori, arrossamenti, formicolii. In quelle meccaniche il dolore, che peggiora camminando, è quasi sempre accompagnato da callosità plantari più o meno estese o spesse, determinate dalla aumentata pressione delle teste metatarsali. Spesso la metatarsalgia meccanica è accompagnata da un alluce valgo e/o da una deformità ad artiglio delle dita».

Come si cura?

«Ovviamente la cura dipende da caso a caso in base ad una esatta diagnosi. A volte, in caso di metatarsalgie non meccaniche, è necessario rivolgersi a specialisti diversi dall’ortopedico come il reumatologo, il chirurgo vascolare, diabetologo ecc…. In caso di metatarsalgie meccaniche di solito il primo approccio è quello con plantari che devono essere assolutamente su misura, su precisa prescrizione e realizzati da tecnici ortopedici specializzati. In caso di persistenza del dolore e’ possibile comunque ricorrere ad interventi chirurgici. Le tecniche utilizzate, poco invasive e applicate di solito alle ossa, sono diverse da caso a caso e tutte con lo scopo di riequilibrare il carico a livello della parte anteriore del piede».

Che differenza c’è rispetto al Neuroma di Morton?

«Il neuroma di Morton è una di quelle metatarsalgie definite non meccaniche. Il paziente non presenta callosità plantari e il dolore non risente favorevolmente del trattamento con plantari per cui la cura e solo chirurgica».

© Riproduzione riservata

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