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Muoversi? Per il cuore è un vero farmaco. Almeno 150 minuti a settimana

Muoversi? Per il cuore è un vero farmaco. Almeno 150 minuti a settimana

di Gianfranco Beltrami

23 Giugno 2022,12:19

A patto che sia individualizzato, correttamente prescritto e proporzionato alle caratteristiche dell’individuo, l'esercizio fisico rappresenta un farmaco potentissimo in grado far lavorare meglio il cuore e di svolgere un validissimo ruolo nella prevenzione e nella cura delle malattie dell’apparato cardiovascolare.
Fare attività fisica in maniera costante e adatta alle caratteristiche dell’individuo determina infatti importanti effetti positivi quali la riduzione della frequenza cardiaca (bradicardia), l’abbassamento della pressione, l'aumento delle dimensioni e della capacità contrattile del cuore ed il miglioramento della qualità e della quantità del sangue che attraverso le coronarie viene portato al muscolo cardiaco e ai tessuti dell’organismo.
L’attività fisica regolare gioca inoltre un ruolo importante nel raggiungimento e nel mantenimento del peso corretto, favorisce il sonno e il rilassamento, migliora l’efficienza del sistema immunitario e fornisce importanti benefici al cervello scaricando la tensione nervosa e favorendo l’equilibrio fra il corpo e la mente.


La quantità e il tipo di attività fisica sono importanti quanto il cibo che mangiamo per combattere l’obesità, perché avere un giusto peso significa bilanciare l’energia assunta dal corpo attraverso il cibo e quella consumata con l’attività fisica.
Le persone sovrappeso sono più soggette all’ipertensione arteriosa, ad avere un valore elevato della colesterolemia e della glicemia e quindi hanno un rischio maggiore di andare incontro a malattie cardiovascolari.
Per la salute del cuore l’ideale sarebbe fare attività fisica regolarmente un’ora al giorno, ma almeno 150 minuti alla settimana, oppure praticare sport almeno tre volte alla settimana.
Le attività aerobiche come la camminata, la corsa, la bicicletta, l’acqua gym, il nuoto e lo sci da fondo sono quelle da preferire, meglio se abbinate ad esercizi per il mantenimento della forza ed il tono muscolare e per aumentare la flessibilità, pure importantissimi per il benessere generale dell’organismo.
Ogni seduta dovrebbe iniziare con un adeguato periodo di riscaldamento (cioè con un basso livello di sforzo) e terminare con un periodo di defaticamento sempre a bassa intensità.
Vivamente consigliato è il monitoraggio della frequenza cardiaca con il cardiofrequenzimetro, mantenendo nel soggetto sano una frequenza tra il 60 e l’80 per cento di quella massimale (la frequenza massimale può essere calcolata sottraendo al numero 220 l’età del soggetto).
L’approccio all'attività fisica deve essere adeguato all’età e alle caratteristiche del soggetto evitando di fare di più di quanto il fisico permette: l’esagerazione può portare a dannosi effetti sfavorevoli.
Purtroppo spesso chi pratica sport competitivo tende ad esagerare e fare allenamento eccessivi e inadeguati alla propria età e livello di salute, come spesso accade negli atleti master: è estremamente dannoso.
A sostegno di ciò ci sono svariati studi scientifici che dimostrano come un’attività sportiva troppo intensa possa logorare il cuore ed aumentare anche il rischio sia di aritmie come la fibrillazione atriale che di morte improvvisa.
Allenamenti aerobici eccessivi, ed un mancato recupero, favoriscono infatti lo sviluppo di stati infiammatori che, a lungo andare, possono generare effetti collaterali nocivi ed un precoce invecchiamento del cuore.
Fondamentale è anche la gradualità negli allenamenti, oltre a sottoporsi con periodicità almeno annuale ad uno screening medico sportivo o cardiologico con elettrocardiogramma a riposo e sotto sforzo, obbligatorio per legge per chi fa agonismo, test che in base alla valutazione iniziale potranno essere approfonditi con altri esami.
Se l’attività fisica fa bene al cuore delle persone sane e di qualsiasi età, molte sono le evidenze scientifiche che documentano grandi vantaggi anche per le persone che presentano problemi cardiaci e vascolari per le quali la sedentarietà rappresenta un danno in grado addirittura di raddoppiare il tasso di mortalità.
Non è quindi mai troppo tardi per cominciare a muoversi e non c’è un livello minimo per avere dei benefici: un po’ di attività è meglio di niente, i benefici cominciano non appena si inizia ad essere più attivi, mentre la sedentarietà favorisce l’infiammazione, l’ipercolesterolemia, il diabete e il sovrappeso.

© Riproduzione riservata

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