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Sei incinta? Non rinunciare allo sport. Le regole per una gravidanza in salute

L'attività fisica in dolce attesa aiuta a mantenere il peso corretto, ad essere toniche per il parto e porta benefici importanti al futuro bebè 

22 gennaio 2020, 09:56

Sei incinta? Non rinunciare allo sport. Le regole per una gravidanza in salute

Fra i tanti benefici dell’attività motoria nelle varie età della vita,  un tema di particolare interesse e attualità riguarda l’attività fisica in gravidanza. 
Un tempo si pensava che la gravidanza dovesse essere sinonimo di riposo e astensione dallo sport,  oggi invece è universalmente consigliato alla donna incinta di  svolgere una regolare attività fisica, con un tipo di impegno che deve essere valutato caso per caso in base alle caratteristiche della gestante e che può andare dalla semplice camminata ad attività sportive anche di un  livello più impegnativo. 
Recenti studi hanno documentato infatti  innumerevoli benefici sia per la mamma che per il nascituro ed anche l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), nel più recente aggiornamento delle linee sue guida, sottolinea come «essere fisicamente attive combatte mal di schiena e dolore pelvico, oltre a prevenire l’eccessivo aumento  di peso.  
 Un'attività fisica regolare, svolta per tutta la gravidanza ed autorizzata dal ginecologo a cui spetta il compito di valutare  i possibili rischi, aiuta infatti a mantenere  l’aumento di peso entro i parametri corretti  e di conseguenza a prevenire il rischio di diabete gestazionale, complicanza spesso temuta e che  può colpire anche chi non soffre della patologia. 
Ma l'attività fisica influisce  positivamente anche sulla circolazione materno-fetale e sulla crescita del bambino in quanto  il movimento migliora l’ossigenazione, con benefici sull’attività della placenta e sulla nutrizione del feto, riducendo  i cataboliti ed i radicali liberi, ovvero i prodotti di scarto dell’organismo. 
Altro beneficio importante riguarda  la durata del travaglio: secondo alcuni studi  una attività  aerobica regolare ed avere addominali e muscoli perineali forti può migliorare la fase espulsiva del parto, in cui la collaborazione della mamma è fondamentale, accorciando il travaglio mediamente di 30 minuti. 
Nessun problema anche se la futura mamma è una sportiva praticante discipline agonistiche, a meno che queste non siano attività soggette a rischio traumatico come calcio e  rugby. 
Per le atlete che aspettano un bambino valgono le linee guida del Collegio americano delle  ostetriche (ACOG ), che consentono a chi pratica uno sport a livello agonistico di allenarsi in gravidanza, ma seguendo un programma moderato. Vanno infatti valutati attentamente  alcuni possibili rischi quali l’eccessivo aumento della temperatura corporea, la disidratazione oltre all’eccessiva perdita di peso causata da  sedute troppo prolungate di training e  da compensare con un adeguato apporto di calorie. 
È fondamentale in ogni caso evitare di raggiungere il massimo dello sforzo, restando al di sotto del 90% delle proprie possibilità, per evitare la bradicardia fetale (eccessivo calo della frequenza di pulsazioni cardiache). 
Ma se tanti sono i benefici del movimento per la salute della mamma,   i maggiori vantaggi di una attività fisica regolare li avrà il neonato in quanto questa abitudine, come del resto tutti i comportamenti della madre durante tutta la gravidanza, hanno esiti di rilevanza assoluta a distanza di anni sullo sviluppo futuro del bambino, come sottolinea  Sergio Pecorelli, professore emerito di ginecologia, ex rettore dell’Università di Brescia  e appassionato studioso dei primi mille giorni della vita del bambino.  
L’attività fisica della madre è infatti  in grado di condizionare, attraverso il rilascio di un potente stimolatore cerebrale,  un armonioso sviluppo del sistema nervoso del bambino  ed una più efficiente circolazione cerebrale, così come una corretta nutrizione  durante la gravidanza e l’allattamento è in grado di ridurre al minimo il futuro rischio di obesità e diabete.