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SALUTE & BENESSERE

Ma sei davvero un osso duro?

L'abc della salute delle ossa nei consigli degli  ortopedici Cepparulo e  Concari

di Antonella Cortese -

06 agosto 2020, 09:48

Ma sei davvero un osso duro?

Avere ossa sane e resistenti è indispensabile per la nostra salute a tutte le età. Considerato che siamo sostenuti da un’impalcatura di 206 ossa da adulti, che sono 270 nei neonati prima che durante lo sviluppo si uniscano tra di loro, abbiamo un bel patrimonio da proteggere. Come dobbiamo comportarci per preservarle? Secondo Riccardo Cepparulo, direttore dell’Unità operativa ortopedia e traumatologia dell’Ospedale Santa Maria di Borgotaro, tutti conosciamo i benefici dell’esercizio fisico nella prevenzione di patologie cardiache e metaboliche, ma forse sottovalutiamo l’importanza di una regolare attività motoria per uno sviluppo corretto del tessuto osseo che è fatto di cellule che si moltiplicano, vivono, muoiono e vengono nuovamente sostituite da nuove che ne preservano l’integrità. 
«Durante la crescita il metabolismo osseo è indirizzato verso l’incremento di cellule che determina l’aumento di questo tessuto biologico per poi modificarsi in senso inverso durante l’età adulta e la vecchiaia. – spiega Cepparulo - Il metabolismo osseo viene influenzato da diversi fattori, primo fra tutti l’alimentazione e il corretto assorbimento di calcio e vitamina D, ma la sua salute passa anche attraverso l’esercizio fisico che influisce in modo positivo non solo su trofismo e tonicità del muscolo ma anche sulla integrità e resistenza dell’osso che cambia in base alle forze che lo vanno a stimolare. Quando ci alleniamo regolarmente l’osso si adatta producendo più cellule, diventando più denso e di conseguenza più resistente». 
I GUAI DELL'ETÀ
Quindi sport e movimento a tutte le età? «La costituzione di un buon trofismo, cioè lo stato di nutrizione dell’osso, inizia molto presto ed è tra i 10 e 18 anni il tempo perfetto per poter migliorare la qualità delle ossa attraverso l’esercizio fisico e una corretta alimentazione. Lo sport durante l’adolescenza è infatti essenziale per raggiungere la massima forza ossea e un corretto sviluppo muscolare. Nell’adulto il metabolismo osseo cambia e l’incremento di tessuto rallenta fino ad invertire il rapporto in favore del riassorbimento osseo che può essere rallentato con l’esercizio fisico utile anche per preservare la massa muscolare e mantenere un buon livello di coordinazione motoria, molto importante per ridurre i rischi di caduta e di frattura negli anziani».  Che cos’è l’osteoporosi? «E’ un disturbo metabolico caratterizzato da una bassa densità minerale che indebolisce l’osso aumentando la probabilità di fratture spontanee. Le donne sono più soggette ad alterazioni del metabolismo osseo soprattutto durante e dopo la menopausa poiché il ciclo ormonale che si modifica va ad alterare l’assorbimento e l’apposizione di minerale nell’osso».
il GINOCCHIO
Galeazzo Concari, direttore dell’Unità operativa ortopedia e traumatologia dell’Ospedale di Vaio, preferisce indirizzare l’attenzione sulle articolazioni, importanti perché consentono movimento, sostegno e stabilità e in modo particolare quelle del ginocchio. «Il ginocchio è una articolazione sottoposta al carico e pertanto può essere sollecitata in maniera esagerata nelle persone con aumento importante del peso corporeo, generando quindi stati dolorosi che possono essere aggravati in presenza di difetti pregressi dell’articolazione. Tra questi vanno rilevati i difetti assiali di allineamento - le classiche ginocchia a X dette valghe o, al contrario, cavalline o vare - che si osservano già nell’adolescenza e che andrebbero trattati per ridurre il rischio di problematiche future come l’artrosi. Quest’ultima colpisce fasce d’età più avanzate a causa della progressiva perdita della funzione protettiva della cartilagine articolare, ma può essere anche causata da traumi all’articolazione quali fratture, lesioni croniche dei legamenti, interventi per rimozione dei menischi, ecc.». Le patologie del ginocchio possono interessare in modo diverso tutte le fasce d’età e diverse categorie di persone. Cosa fare quando si avverte dolore o che qualcosa non funziona come dovrebbe? «È necessario da parte dell’ortopedico una valutazione globale del paziente; non è sufficiente “visitare la risonanza”. Molte persone si presentano alla nostra attenzione con esami di secondo livello, generalmente fatti in autonomia, che non servono a fare diagnosi e si rivelano pertanto uno spreco di risorse per tutti. – chiarisce Concari - Molto spesso è più utile una radiografia o un’ecografia di esami più costosi come la risonanza che serve al chirurgo in fase preoperatoria. In ogni caso, prima di arrivare in sala operatoria, consiglio di passare da step come la fisioterapia e il rinforzo muscolare o la terapia infiltrativa perché, come dico spesso ai miei pazienti, non siamo progettati per essere operati».