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ottobre rosa

La mammografia ti salva la vita: fiocco rosa per ricordare che il tumore si sconfigge

di Isabella Spagnoli -

30 settembre 2020, 09:43

La mammografia ti salva la vita: fiocco rosa per ricordare che il tumore si sconfigge

Ottobre si veste di rosa. Un fiocco da appuntare sul bavero della giacca ricorda a tutte le donne di aderire alla prevenzione del tumore alla mammella. Nicoletta Piazza, responsabile del programma screening mammografico provinciale dell’Ausl, spiega: «E’ importante che tutte le donne partecipino allo screening, percorso di prevenzione e diagnosi precoce attivo tutto l’anno. Fare i controlli è fondamentale per salvarsi la vita». Piazza ricorda che ad essere chiamate annualmente per fare la mammografia sono le donne   dai 45 ai 49 anni, mentre ogni due anni quelle dai 50 ai 74. «Consiglio, però, anche alle donne che superano questa età di continuare   a fare la mammografia  -  aggiunge Piazza -. Fra Parma e provincia, i dati registrati dallo screening sono questi: ogni anno chiamiamo 50 mila donne con  lettera d’invito, e abbiamo risposta da circa 30 mila. Da queste mammografie effettuate scaturiscono circa 200 tumori l’anno diagnosticati dal centro Ausl (altri 200 individuati in altri ambulatori)». 
C’è ancora paura da parte delle donne nell’affrontare la mammografia o è subentrato un approccio più sereno rispetto al passato? «Questi   esami   difficilmente si affrontano con serenità. Posso dire però che c’è una maggiore sensibilizzazione al problema soprattutto nelle donne più giovani. Si è capito che grazie agli esami di prevenzione, nel caso ci fosse un tumore, quest’ultimo sarebbe diagnosticato in maniera precoce». 
Cecilia D’Aloia, responsabile del Centro senologico dell’Ospedale Maggiore, spiega che le mammografie effettuate nel 2019 sono state 8100, e di queste 4300 sono state completate con ecografia mammaria. «Il Centro effettua poi   altre prestazioni, come visite senologiche nelle donne asintomatiche sotto i 40 anni (173 nel 2019) e esami clinico strumentali, ossia visite senologiche associate all’ecografia in donne sotto i 40 anni che presentino sintomi (nel 2019 sono state 720). A queste possono seguire altri esami  come aghi aspirati, microbiopsie e risonanze magnetiche di completamento». 
In Emilia-Romagna, è inoltre attivo da diversi anni uno screening per pazienti ad alto rischio eredo-familiare per tumori di mammella ed ovaio. «Il nostro ospedale svolge una una funzione di riferimento per la genetica e noi come Centro senologico seguiamo il percorso diagnostico radiologico di sorveglianza. Nel 2019 sono state svolte 500 consulenze multidisciplinari genetico-oncologiche e 370 test molecolari e il nostro centro ha eseguito 200 visite. L’iter di sorveglianza in queste pazienti viene offerto in un unico accesso  con un day service ambulatoriale», spiega D'Aloia.
«Le nostre donne, mandate dal medico di famiglia o dallo specialista, sono   attente alla loro salute e qui in ospedale, grazie al percorso integrato e multidisciplinare della breast unit, riusciamo a rispondere alle  cure nella loro complessità».
 

Flash mob in piazza

Allattare è una scelta che si prende cura del bambino e del pianeta. Queste le caratteristiche del latte materno sottolineate dalla campagna per la Settimana dell’allattamento al seno 2020, che si svolge in tutto il mondo da domani  al 7 ottobre, sostenuta dall'assessorato alla Sanità del Comune di Parma, da Ausl e Azienda ospedaliero-universitaria di Parma, senza dimenticare che allattare al seno favorisce una relazione speciale fra mamma e bambino. Nella settimana mondiale per l’allattamento al seno, anche quest’anno, a Parma e provincia si vuole promuovere la diffusione della cultura sul latte materno fin dai primi giorni come bene comune, con iniziative organizzate dalle Aziende sanitarie, Comune di Parma e della provincia, oltre alle associazioni di volontariato.  Tra queste, il flash mob «Allattiamo insieme» che invita, per sabato 3 ottobre alle ore 10, le mamme e i papà a scendere in piazza Garibaldi a fianco di medici, ostetriche e operatori della sanità di Ostetricia del Maggiore e dei consultori familiari dell’Ausl, oltre agli esperti del volontariato, un’occasione per allattare insieme e per porre domande. Per tutti coloro che desiderano aderire, è sufficiente indossare una maglietta bianca e presentarsi con il proprio bimbo.   Il calendario degli appuntamenti, che si terranno in tutto il Parmense,  su: www.ao.pr.it www.ausl.pr.it .
 

Esami anche prima dei 45 e dopo i 75

Rosella Schianchi, medico parmigiano radiologo-senologo che fa parte dello staff radiologico del Poliambulatorio Dalla Rosa Prati (che opera in regime di accreditamento istituzionale con il Servizio sanitario nazionale), diretto da Martina Gabriella Durante, torna a Parma dopo anni di esperienza come direttore del Centro salute donna di Piacenza. «A Parma ho lavorato per 18 anni occupandomi di consulenza nell’ambito dello screening mammografico per la prevenzione del tumore al seno in via Cecchi e nel  nostro ospedale – spiega – Sono felice di poter tornare nella mia città per aiutare le donne che si sottopongono a queste visite che sono spesso fonte di ansia».  Schianchi spiega che nella donna giovane, dai 22 anni fino ai 37 circa,  si da preferenza alla visita del seno seguita dall’ecografia. Dai 38-40 anni si aggiunge all’eco la mammografia e la palpazione. «La mammografia nella donna che ha un seno adiposo potrebbe essere sufficiente, l’ecografia, invece, aiuta moltissimo quando c’è una mammella densa poiché aiuta a capire se eventuali opacità sono solide, liquide e fornisce idea precisa della lesione riscontrata» sottolinea la radiologa che pone l’attenzione sull’importanza della biopsia (e ago aspirato) quando si notano problematiche da indagare.  «La fascia più in ombra è quella delle donne dai 40 ai 45 anni perché non vengono chiamate a partecipare allo screening  - aggiunge -, per questo consiglio vivamente di incominciare a farsi controllare prima di questa età e dopo i 75 anni, quando le signore smettono di essere invitate a fare gratuitamente la mammografia». Rosella Schianchi si sofferma sull’approccio che il medico deve avere con le pazienti. «Occorre mettere a proprio agio le donne che devono sentirsi accolte, libere di parlare e di sfogarsi con il medico che le visita. Il seno fa parte della nostra femminilità e venire colpite in questa parte del corpo è particolarmente traumatico. Importantissimo, a mio giudizio, è    anche l’umanizzazione dell’ambiente, che deve mettere a proprio agio la paziente, durante la visita coinvolta profondamente nella sfera emotiva».