Sei in Salute donna

SALUTE

Cistite: diagnosi, cause e rimedi. Colpite 30 donne su cento

Diabete, stress, antibiotici, lavaggi aggressivi e scarsa idratazione fra le "micce". Può essere acuta e "una tantum" o ricorrente e periodica. Anche la dieta ha un ruolo importante nella terapia

di Giovanna Pavesi -

07 marzo 2021, 09:45

Cistite: diagnosi, cause e rimedi. Colpite 30 donne su cento

Sgradevole, dolorosa e, molto spesso, improvvisa. Colpisce più le donne degli uomini, per una questione anatomica, costringe ad andare in bagno di frequente e, al suo manifestarsi (quasi sempre improvviso), provoca una forte sensazione di bruciore, dolore durante la minzione, male sovrapubico, senso di peso perineale, ematuria, aumento della frequenza minzionale e sensazione di incompleto svuotamento. 
La cistite è un’irritazione della vescica che può avere diverse cause in base alla sua tipologia. «La cistite semplice è un’infiammazione acuta, occasionale e transitoria, di solito di origine infettiva, che ha un decorso benigno ed è causata dalla colonizzazione della vescica da parte di batteri, in particolare Escherichia Coli; la cistite ricorrente è, invece, simile per sintomi alla precedente, con la differenza della periodicità del quadro», chiarisce   Enrica Bertola, responsabile dell’ambulatorio uroginecologico e pavimento pelvico dell’ospedale di Vaio dell’Ausl di Parma. 
I sintomi di questo disturbo, che possono variare da un soggetto all’altro, in base alle diverse circostanze, in qualche caso si presentano tutti contemporaneamente, si manifestano singolarmente e c’è la possibilità che siano variabili nel tempo, per intensità e frequenza.


 I FATTORI DI RISCHIO
I fattori di rischio più ricorrenti sono la stitichezza, i rapporti sessuali, il diabete mellito, lo stress, il freddo, l’abuso di antibiotici, la calcolosi renale e la menopausa. «In alcuni casi, le scarse norme igieniche, l’insufficiente idratazione, l’uso di indumenti sintetici fanno sì che il soggetto vada incontro a questa infiammazione», conferma Bertola. 
La cistite colpisce prevalentemente la popolazione adulta, con una netta prevalenza nel sesso femminile. «Almeno il 30% delle donne, contro il 12% degli uomini, ha manifestato, nel corso della vita, almeno un episodio di infezione delle vie urinarie», conferma la dottoressa. Che spiega come la ragione sia da individuare nella conformazione del corpo: «L’uretra femminile, essendo corta e vicina al retto, costituisce un fattore di rischio infettivo, rendendo la popolazione femminile particolarmente esposta a questo disturbo. Altri fattori predisponenti sono l’aumento della carica batterica durante il ciclo mestruale e l’attività sessuale». 


IL RUOLO DELLA STITICHEZZA 
«La stitichezza – aggiunge Bertola – è un condizione di irregolarità nell’evacuazione di feci che ristagnano nell’intestino e favoriscono la proliferazione dei batteri intestinali, in particolare proprio l’Escherichia Coli. 
Questi germi, normali abitanti dell’intestino, vengono chiamati saprofiti patogeni perché possono arrivare in vescica per contaminazione dei genitali esterni da residui, anche microscopici, di feci, o perché forzano la mucosa intestinale e giungono agli organi vicini».
Come consigliato dalla dottoressa, questi problemi possono essere risolti con un adeguato stile di vita, che includa un’alimentazione ricca di fibre e una corretta idratazione. 


QUANDO  FARE ATTENZIONE
Se nella maggior parte dei casi l’infiammazione ha un decorso benigno,  i sintomi di questo disturbo possono sottendere, per esempio, la presenza di una vulvodinia, cioè una sensazione alterata, un’ipersensibilità nell’area, che rientra nel complesso quadro del dolore pelvico cronico. 
«Accade anche che patologie come la vulvodinia, la contrattura del pavimento pelvico o patologie neurologiche vengano trattate erroneamente come cistiti (come anche la cistite post-coitale, che è di origine traumatica e non batterica) - conclude la dottoressa -. Ma spesso, dietro a una cistite possono nascondersi molte condizioni patologiche come diabete, prolasso, restringimento dell’uretra, calcoli renali, vescica iperattiva e patologie neoplastiche».