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I sindacati: "In Emilia Romagna a settembre mancheranno 17mila prof"

18 luglio 2020, 16:04

I sindacati: "In Emilia Romagna a settembre mancheranno 17mila prof"

A quaranta giorni dall’inizio della scuola in presenza, dopo lo stop imposto dall’emergenza Covid-19, «in Emilia-Romagna la situazione è preoccupante": al suono della prima campanella «a settembre mancheranno 17.565 insegnanti per raggiungere l’organico di fatto del corrente anno scolastico di 57.435, pari al 30,58% dei posti scoperti. Oltre il 60% dei docenti in servizio sul sostegno sarà privo di specializzazione» e per raggiungere il numero adeguato, per il personale ausiliario, tecnico e amministrativo (Ata) «dovranno essere assunti 4.107 lavoratori». E’ il quadro tracciato dai sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola Fsur, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Fgu Unams sul personale impegnato nelle scuole della regione. 
Organico, proseguono, «al quale andrebbe aggiunto il fabbisogno per affrontare l’emergenza Covid-19 che, secondo una nostra stima, dovrebbe essere incrementato almeno del 10-15%». In Emilia-Romagna, quest’anno, si registra un «centinaio di studenti in meno, un calo irrilevante rispetto all’anno scorso quando erano 548 mila, mentre le risorse attribuite in organico per la copertura del personale - aggiungono - non sono sufficienti a costituire classi normo-dimensionate. Se non verranno urgentemente prese decisioni coerenti in termini di investimenti per edifici scolastici, trasporti, spazi, le misure fai da te a costo zero saranno inadeguate a garantire il diritto allo studio degli studenti a partire dai più piccoli e dai più fragili». Oltre a chiedere quali siano gli investimenti messi in campo da viale Aldo Moro ed enti locali, i sindacati chiedono di essere coinvolti nei confronti sulla ripresa della scuola: «Siamo impegnati per la ripartenza, ma non intendiamo assecondare strade che non prevedano stanziamenti aggiuntivi». 

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