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LA PETIZIONE

Lettera dei prof a Bonaccini: «Le mascherine vanno tenute anche al banco»

06 ottobre 2020, 11:53

Lettera dei prof a Bonaccini: «Le mascherine vanno tenute anche al banco»

Èun'iniziativa che nasce al Melloni, dal confronto tra i prof sul tema della sicurezza. E coinvolge i docenti di superiori e medie: in questi giorni si stanno raccogliendo le firme.    
Si tratta della petizione per l’introduzione dell’obbligatorietà delle mascherine anche nelle scuole secondarie. Ecco la lettera: «Gentile presidente, gli scriventi sono docenti di scuole secondarie della regione Emilia-Romagna, che ogni giorno sono alle prese con la situazione determinatasi a seguito dell’insorgenza del Covid-19 e della necessità fortemente avvertita dalla società civile di riaprire le scuole, chiuse per epidemia alla fine dello scorso febbraio. Non essendo laureati in medicina, non possiamo contestare l’operato del Comitato tecnico scientifico, il quale ha stabilito in un metro "tra le rime buccali" la distanza di sicurezza all’interno della quale ci si possa considerare al sicuro dalla trasmissione del virus. Tuttavia la pratica scolastica quotidiana ci evidenzia come tale misura sia valida a condizione che nessuno si muova dal centro del proprio banco, senza nemmeno girare la testa per guardare la lavagna se questa si trova in direzione di un altro studente. Non vogliamo lamentarci delle condizioni (invero difficili) in cui stiamo svolgendo il nostro lavoro, ma siamo preoccupati della protezione concreta dei nostri studenti e, conseguentemente, delle loro famiglie e della cittadinanza tutta, perché il metro che separa i nostri ragazzi non è mai un metro vero, in quanto essi non sono manichini. Le domandiamo, dunque, di istituire l’obbligo di indossare le mascherine anche stando al banco, perché  i dirigenti scolastici dei nostri Istituti, pur rendendosi conto della sensatezza di questa richiesta ed approvandola pienamente, non hanno la facoltà di introdurre autonomamente nelle loro scuole questa misura, che - al contrario - è possibile attraverso la legislazione regionale. Il problema che evidenziamo è dunque la richiesta di garantire una maggiore sicurezza, ampliando regionalmente i provvedimenti emessi dal Governo centrale, sul modello di quanto già fatto dalla Regione Piemonte, obbligando chiunque sia a scuola (personale, studenti, visitatori eccetera) ad indossare la mascherina sul naso e sulla bocca per tutta la durata della permanenza negli edifici scolastici, indipendentemente dall’essere seduti o meno al proprio posto. Ci rendiamo conto che questo potrebbe essere un provvedimento impopolare, poiché è fastidioso avere sempre addosso le mascherine (cosa che invece noi insegnanti facciamo regolarmente), ma la salute e l’incolumità pubblica devono avere la precedenza su altre esigenze di comfort personale. In effetti, noi insegnanti possiamo agire solo in senso punitivo, cioè colpendo con provvedimenti disciplinari coloro che non si attengono alla normativa, ma non possiamo impedire che i ragazzi si girino gli uni verso gli altri, o raccolgano oggetti caduti a terra, o sistemino il proprio zaino e cento altre piccole occupazioni che risultano ovvie e naturali a scuola; solo che, qualora ciò venga fatto senza mascherina regolamentare, ogni provvedimento preso successivamente si rivela tardivo per prevenire la diffusione del virus. È per questo che ci rivolgiamo alla sua autorità, sperando che comprenda le nostre preoccupazioni e  il nostro desiderio di contribuire a vincere al più presto la guerra contro questa epidemia».
M.V.