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Noi e la DAD: Diletta Vignali - Classe 5 G Liceo Scientifico Giacomo Ulivi

18 novembre 2020, 08:50

È ingenuo provare a dare un giudizio su un processo di cambiamento ancora in atto. Le conseguenze, positive o negative, ancora non si vedono. Si hanno solo i pareri di chi sta vivendo la situazione, troppo discordanti tra loro per formularne un estratto veritiero. Solo alla fine del corso degli eventi si può formulare una valutazione oggettiva. Si può tuttavia tentare di dare un’opinione, che non potrà, inevitabilmente, e sfortunatamente per tutti coloro che hanno idee diverse dalle mie, essere obiettiva e imparziale. 
La didattica a distanza, desiderata o no, sembra in questo momento necessaria. La scuola in sé non è luogo di contagio, ma incrementa notevolmente il numero di individui che circolano. Tenere a casa gli studenti delle superiori, più indipendenti e quindi sacrificabili rispetto ai bambini, è stata considerata la decisione più logica. Purtroppo logico non è sinonimo di totalmente positivo. Le difficoltà tecniche e comprensive sono più che trascurabili, il vero danno lo subisce la parte relazionale. Manca il confronto, la discussione, proprio negli anni in cui questi vengono appresi. La conversazione non è solo parola, è anche tonalità, smorzata dal volume dell’audio, gestualità ed espressività, tagliate e offuscate dallo schermo. Manca la vitalità dello studio, apprendere non è solo ascoltare, leggere, ripetere. Questa passività indotta spegne l’intraprendenza, l’iniziativa. Si sta limitando la fascia di popolazione che più soffre la limitazione. Manca una grande parte della preparazione al futuro. L’individuo viene indolenzito e ne esce impreparato all’aggressività della vita reale. Passa una tranquilla giornata al computer, rilassato, un po’ si annoia, un po’ si interessa, un po’ si distrae, un po’ si concentra. Perde quella resilienza che aveva ottenuto con anni di faticosa crescita e dimentica l’inesorabile dinamicità, un po’ frenetica, della vita di chi è appena all’inizio del suo percorso.
Tutto questo è però necessario, risulta quindi più utile concentrarsi sugli aspetti positivi e trasformare l’inconvenienza in opportunità. Una nuova capacità deve manifestarsi, non più di resistenza e determinazione, ma di modificazione ed evoluzione, una capacità adattativa. Essa ci deve permettere di ottenere il meglio dalla nuova condizione in cui siamo stati gettati. Già in questo secondo periodo di DAD si vedono i risultati dello sviluppo iniziato a marzo. Vi è maggiore organizzazione, scorrevolezza. Non solo la scuola, ma anche gli studenti capiscono sempre meglio come gestire la situazione. La didattica a distanza inizia a essere percepita come normale e questo è adattamento. 
Tale cambiamento sociale è sostenuto da una base tecnologica non indifferente. Finalmente si entra concretamente in contatto con il mondo della tecnologia, tanto messo a disposizione, quanto poco sfruttato. Cinquant’anni fa la DAD era una cosa impensabile, nessuno avrebbe creduto realizzabile quello che noi oggi facciamo quotidianamente. Queste sono le opportunità del progresso, su cui poco si riflette e che spesso vengono date per scontate.
Vi è un’altra opportunità, di cui poco ci si rende conto, e che riguarda la responsabilità. Lo studente è più libero di realizzare il proprio interesse o disinteresse per la lezione, la costrizione all’attenzione è ridotta al minimo poiché i mezzi di controllo sono scarsi. Questo tema suscita critiche pesanti soprattutto da parte di coloro che vedono nella scuola una pura competizione e non un percorso formativo. La verità è però che con tale libertà si può operare una scelta senza troppi condizionamenti. La didattica a distanza può essere percorsa attraverso scorciatoie oppure seguendo la strada principale. Non vi è un tragitto giusto e uno sbagliato. Tuttavia cosa scegliamo ci riporta un’immagine delle nostre intenzioni, che non va ignorata. Poiché crescita non è solamente acquisizione di indipendenza, ma anche comprensione di cosa vogliamo realmente, e le nostre scelte, soprattutto quelle non manifeste, ci possono dare tale consapevolezza.