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"La maturità che vorrei? Sì al tema. Il maxi orale è più in linea con la Dad"

I ragazzi: "La prova scritta d'indirizzo non è conforme al percorso affrontato"

di Luca Molinari -

02 febbraio 2021, 09:36

"La maturità che vorrei? Sì al tema. Il maxi orale è più in linea con la Dad"

G li studenti parmigiani sono divisi sull’ipotesi di un esame di Stato a metà. Di definitivo non c’è nulla, ma dovrebbe ripetersi il format di un anno fa. «Sono contrario al maxi orale, anche se consapevole che negli ultimi due anni abbiamo fatto tanta Dad - dichiara Pietro Tito Corso (liceo Romagnosi) -. Gli scritti li reputo il coronamento di un percorso scolastico che per noi studenti del classico, è molto caratterizzante. Non poter fare la seconda prova significa non essere verificati su un asse portante». La speranza di Marta Mezzadri (liceo Romagnosi) è che la maturità «dia valore al percorso personale che abbiamo compiuto. Mi piacerebbe che ci fosse almeno il tema. Al momento infatti non abbiamo una preparazione adeguata per misurarci in una prova di indirizzo». E Alessia Naso (liceo Bertolucci): «Nessuno di noi è pronto per la prova specifica del proprio indirizzo. Nel mio caso si tratterebbe di matematica e fisica, ma non avendo potuto cimentarmi in esercizi scritti durante la Dad, sarebbe impensabile svolgerla con cognizione di causa.  Il tema in realtà potrei anche scriverlo». Diego Terzi e Giulia Sesini, del liceo Ulivi, propendono per il maxi orale. «Mi trovo meglio con l'orale - precisa Diego -, dato che la preparazione che abbiamo ricevuto in Dad è stata soprattutto teorica. Tutti i prof infine hanno optato per delle verifiche orali in questi mesi». «In Dad non mi sono trovata malissimo e ho organizzato bene il mio lavoro - aggiunge Giulia -. Dato che ormai ci siamo abituati a fare interrogazioni per me l’orale è l’ideale. È giusto prevedere un esame che tenga conto della situazione che abbiamo affrontato». Martina Fatima Tammuzzo (Melloni) spera che si esca al più presto «dal limbo in cui ci troviamo e venga stabilito come sarà la maturità di quest’anno. Per coerenza sarebbe giusto prevedere un esame simile a quello dello scorso anno. Aggiungere ora degli scritti non sarebbe il massimo, perché non consentirebbe una preparazione adeguata». Dello stesso avviso Leonardo Bandini (Melloni). «Quanto previsto lo scorso anno, facendo pesare per il 60% i crediti del triennio e il 40% al maxi orale, sarebbe la cosa migliore» ribadisce. Propende per l’orale anche Emma Degiovanni (Bodoni). «La maturità dello scorso anno sarebbe perfetta e sensata - osserva - soprattutto se si considera la quantità di Dad che abbiamo dovuto effettuare quest’anno e quello passato». «Il metodo dell’anno scorso andrebbe riconfermato - le fa eco Nicolò Bagnulo (Bodoni) - perché valorizzerebbe il percorso di studio compiuto negli anni. Purtroppo la crisi di governo crea una grave incertezza che non aiuta». Il timore di Rachid El Mottaki (Giordani) è legato soprattutto alle possibili conseguenze a livello lavorativo. «Vista la situazione siamo costretti ad adattarci - spiega -. Spero che una volta diplomato, non possa essere considerata una "macchia" nel curriculum il fatto di aver sostenuto un esame ridotto. Personalmente preferirei una maturità alla vecchia maniera perché il nostro percorso di studi è pensato per svolgere una prova scritta e orale». Di parere opposto Rebecca Campanini (Giordani). «La maturità dovrebbe essere come quella dello scorso anno».