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Giordani, la rivincita dei seralisti: 200 studenti in classe al tramonto

di Maria Teresa Angella -

16 febbraio 2021, 11:41

Giordani, la rivincita dei seralisti: 200 studenti in classe al tramonto

Con il via libera al rientro in classe degli istituti superiori, sono finalmente potuti tornare tra i banchi anche quei tanti studenti che non seguono il classico orario diurno, ma che fanno lezione dalle luci del tramonto in poi. «Attualmente abbiamo circa 200 studenti per un totale di sei classi - spiega la docente Annachiara Buia, responsabile dei corsi serali dell’istituto Pietro Giordani -. Abbiamo inaugurato i corsi serali nell’anno scolastico 1995/96 con gli indirizzi aziendale (Servizi commerciali) e socio-sanitario (Servizi per la sanità e l’assistenza sociale), che ancora oggi manteniamo». 

I corsi hanno una durata quinquennale e permettono di conseguire un diploma di maturità, necessario per accedere all’università o affacciarsi al mondo del lavoro con competenze professionali specifiche, grazie anche alle attività laboratoriali. Inoltre, il terzo anno del corso commerciale permette di conseguire la qualifica professionale di «Operatore amministrativo segretariale». «Chi partecipa ai corsi serali - continua la prof Buia - spesso ha alle spalle percorsi ed esperienze sia lavorative che scolastiche che vengono conteggiate come crediti formativi che consentono di accelerare il percorso». I motivi che spingono gli adulti a ritornare sui banchi di scuola sono diversi, come il desiderio di migliorare la posizione lavorativa, la necessità di trovare o cambiare lavoro, o iniziarne uno autonomo, e la voglia di rimettersi in gioco e completare un percorso lasciato a metà da ragazzi.  «Negli ultimi anni l’età media della popolazione scolastica adulta è notevolmente calata, ora siamo intorno ai 25-30 anni - spiega la responsabile del Giordani -. Sempre più si presentano giovani con recenti insuccessi ai corsi diurni, che spiegano la flessione verso il basso dell’età media, ed è aumentata la presenza di alunni stranieri, molti dei quali hanno problemi di comprensione, in quanto ancora non conoscono e non parlano la lingua italiana a livelli accettabili per affrontare una scuola superiore di secondo grado». 

Da gennaio le lezioni sono tornate ad essere in presenza al 50%: per metà settimana gli studenti seguono i corsi in aula e l’altra metà in Dad, riscontrando difficoltà diverse da quelle degli studenti diurni, come racconta la docente Buia: «La maggior parte di loro preferisce di gran lunga la presenza, nonostante la fatica che comporta venire a scuola dalle 18 fino oltre le 23. I problemi della didattica a distanza sono legati alla concentrazione in casa del nucleo familiare nelle ore della sera, come la difficoltà di ritagliarsi uno spazio tranquillo, in particolare se ci sono figli piccoli che chiedono l’attenzione dei genitori. Venire a scuola, soprattutto per le madri di famiglia, significa ritagliarsi uno spazio per sé e riuscire a seguire meglio le lezioni, soprattutto per chi ha problemi con la lingua, con risultati personali migliori».