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I professori Del Rio, Mingione e Ventura tra i ricercatori più citati al mondo

I professori Del Rio, Mingione e Ventura tra i ricercatori più citati al mondo

18 Novembre 2021,12:09

 I docenti dell’Università di Parma Daniele Del Rio, Giuseppe Mingione e Marco Ventura si confermano tra i ricercatori più citati al mondo. I tre studiosi figurano infatti anche quest’anno nella classifica “Highly Cited Researchers 2021” stilata dal Web of Science Group – Clarivate Analytics. 

 

Il ranking identifica gli scienziati che hanno prodotto le pubblicazioni più citate nel proprio settore nell’anno di riferimento, esercitando un’influenza significativa nel campo della ricerca, e si basa sull'analisi eseguita dagli esperti di bibliometria dell'Istituto di informazione scientifica del Web of Science Group. Per un ricercatore, l’appartenenza a questa lista Highly Cited Researchers è da tempo ritenuto uno dei maggiori riconoscimenti internazionali: un riconoscimento che rappresenta anche un parametro importante nei ranking mondiali di qualità delle università. 

L’Università di Parma si conferma tra gli atenei italiani col maggior numero di Highly Cited Researchers. 

 

Giuseppe Mingione, docente di Analisi matematica al Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche, è in classifica per l’ottava volta, cosa riuscita solo a una decina di altri scienziati italiani, tra tutte le discipline. Compare nella categoria Mathematics, che quest'anno include 74 presenze in tutto il mondo. L’Impatto della ricerca di Mingione appare anche da una rilevazione recentemente effettuata sulla banca dati Scopus da un gruppo di statistici di Stanford, secondo la quale Mingione compare, unico italiano, tra i primi 25 ricercatori al mondo per Indice H nel settore di General Mathematics (Matematica Teorica). Mingione ha vinto il Premio Caccioppoli 2010, la Stampacchia Medal 2006 e un ERC grant nel 2007. 

 

Daniele Del Rio, docente di Nutrizione umana al Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco e Presidente della Scuola di Studi Superiori in Alimenti e Nutrizione, è in classifica per la quinta volta (2014, 2015, 2019, 2020, 2021). Figura nella categoria Cross-Field, che riunisce i ricercatori che pubblicano in maniera trasversale in più settori scientifici. La ricerca del prof Del Rio si incentra in particolare sulla comprensione degli effetti degli alimenti di origine vegetale e dei loro componenti molecolari, soprattutto non-nutrienti, sulla salute dell’uomo. Da anni il suo gruppo è riconosciuto a livello internazionale. Ne fanno parte Pedro Mena e Letizia Bresciani, e vi sono “cresciuti” ricercatori che sono poi approdati in altri Atenei, come Daniela Martini (ora a Milano), Donato Angelino (ora a Teramo) e Margherita Dall’Asta (ora all’Università Cattolica del Sacro Cuore), cui va aggiunto Furio Brighenti, che ha fondato il gruppo e lo ha indirizzato verso il successo internazionale.  

 

Marco Ventura, docente di Microbiologia al Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale, è invece in classifica per il secondo anno consecutivo. Anche lui figura nella categoria Cross-Field. 

ll prof. Ventura nella sua attività di ricerca si occupa in particolare dello studio del microbiota e della sua interazione con l’uomo e gli animali, nonché della biologia dei microrganismi probiotici con particolare attenzione all’ambito dei bifidobatteri e al loro ruolo nell’ecosistema intestinale. Coordina il laboratorio di Probiogenomica ed è direttore del Centro Interdipartimentale “Microbiome Research Hub” dell’Ateneo di Parma (al quale afferisce anche Daniele Del Rio, come vicedirettore). Il gruppo di ricerca coordinato da Marco Ventura vede coinvolti anche diversi giovani ricercatori dell’Ateneo, quali Francesca Turroni e Christian Milani, vincitori di diversi premi e riconoscimenti internazionali nel campo della microbiologia.  

 

Quest'anno gli studiosi di affiliazione italiana inclusi nella lista sono stati 98, tra atenei, enti di ricerca e istituzioni. Per l’Emilia-Romagna, le uniche altre Università presenti sono quella di Bologna (7 ricercatori) e di Modena e Reggio (1). 

© Riproduzione riservata

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