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Gli studenti del Campus: «Bisogna intensificare il servizio di bus navetta»

di Vittorio Rotolo -

21 gennaio 2020, 10:37

Gli studenti del Campus: «Bisogna intensificare il servizio di bus navetta»

Ridurre in maniera considerevole la presenza di auto al Campus è un’esigenza pienamente condivisa dalla popolazione studentesca, alla luce anche dei possibili benefici per l’ambiente. Ma affidarsi a mezzi alternativi, come bus e biciclette, per tanti di loro non è semplice. «Io, ad esempio, vivo a Piacenza e sono praticamente costretto ad utilizzare la macchina, per raggiungere il Campus universitario di Parma» esordisce Riccardo Orlandi, che nella nostra città studia Architettura. «Muovermi in treno significherebbe intanto arrivare dall’altra parte della città, per poi dover prendere un bus, adeguandomi ad orari non sempre compatibili con le mie esigenze».
Un’altra studentessa pendolare è Annalisa Benedetti, bresciana. «A Parma arrivo sempre in treno, utilizzando poi il bus per raggiungere la sede universitaria - spiega Annalisa -: diciamo che a volte il viaggio si trasforma in un’odissea, ma cerco di adattarmi. Bisognerebbe intensificare il servizio di bus navetta per il Campus». Shaira Mistrali si sposta ogni giorno da Neviano degli Arduini. «Per arrivare al Campus, l’alternativa all’auto, il mezzo da me utilizzato, sarebbe esclusivamente il bus» racconta. «Ma dovrei prenderlo a Traversetolo, con il rischio concreto di non arrivare in tempo a lezione. Certo, anche spostarsi in auto ha i suoi svantaggi: penso alla fatica che occorre fare per trovare un parcheggio, così come alle interminabili code che si formano sia in entrata che in uscita, nelle ore di punta». «Parcheggiare al Campus è davvero un incubo» conferma Laura Dallaturca, che studia Ingegneria civile. «Preferisco venire con la mia vettura per una questione di comodità - rivela -: abito in una zona periferica della città e raggiungere questa sede in autobus non sarebbe agevole, dal punto di vista logistico». «Anch’io, pur vivendo a Parma, preferisco recarmi in Università con la mia auto. Per compiere il tragitto, impiego cinque minuti. Con il mezzo pubblico, ce ne vorrebbero di più» osserva Chiara Fornasari. «L’inquinamento è un problema rilevante. Ma ciascuno di noi, nel proprio piccolo, può fare qualcosa: io mi muovo in auto, ma ne ho scelta una a metano». Se dell’automobile proprio non si può fare a meno, qualcuno suggerisce almeno di utilizzare il vicino parcheggio scambiatore e fare un tratto a piedi, in modo da alleggerire il traffico lungo i viali del Campus. «Potrebbe essere una soluzione» riflette Lorenzo Rossi. «Ma, da studente di Architettura, spesso mi ritrovo a dover trasportare plastici e altro materiale didattico: arrivare il più possibile vicino alle aule, nel mio caso, è una necessità». Alice Cataldo è arrivata a Parma quest’anno, dalla lontana Sicilia. Studia Farmacia e, al Campus, è praticamente «di casa». «Viaggio in autobus e sono molto contenta, perché il servizio è puntuale e la frequenza delle corse mi soddisfa» afferma. «Io non ho l’automobile - precisa -, ma per arrivare al Campus potrei farne tranquillamente a meno, visti gli ottimi collegamenti. Qualche amica mi ha pure consigliato la bici: in effetti, le piste ciclabili sono ben curate. Ma vivendo in centro, quindi un po’ lontano da qui, è un’opzione che non ho preso in considerazione». L’Ateneo sta lavorando a possibili soluzioni, per incentivare studenti e dipendenti all’adozione di comportamenti virtuosi: il «car pooling» è uno di questi. «I primi anni di Università, condividevo il viaggio in auto con un collega che abitava dalle mie parti» racconta Federica Mordonini, di Collecchio. «Il car pooling può essere una valida alternativa, rispettosa dell’ambiente e proficua per noi ragazzi, che potremmo risparmiare sul costo della benzina».