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Uno studio dell'Università di Parma scagiona 6 persone dall'accusa di disastro colposo

19 novembre 2020, 14:51

Uno studio dell'Università di Parma scagiona 6 persone dall'accusa di disastro colposo

Uno studio idraulico, datato 2009, realizzato dall’Università degli studi di Parma è fra gli elementi cardine che hanno portato all’archiviazione del caso giudiziario che ha visto finora indagate sei persone.

Un caso esploso nel 2015 dopo la tragedia che il 14 settembre costò la vita a tre persone lungo la strada provinciale 654 di Valnure, all’altezza di Recesio di Bettola, nel Piacentino. Quella notte il torrente Nure si portò improvvisamente via, dopo piogge abbondantissime, un tratto di provinciale, uccidendo tre persone che erano nelle rispettive auto (tra cui padre e figlio).

Nel registro degli indagati, con l’accusa di disastro colposo e concorso colposo in omicidio, per il crollo  finirono sei persone tra cui  quattro erano tecnici della Provincia di Piacenza, uno della Regione ed  il responsabile della diga di Boschi in Valdaveto.

L'evento, alla fine, è stato ritenuto eccezionale, imprevedibile e violento a causa della enorme quantità di acqua che, in poco tempo, confluì nel torrente.   Uno studio idraulico del 2009, sul Trebbia e sul Nure, realizzato dall’Università di Parma, ha dimostrato che la portata del Nure quella notte fu di quattro volte superiore alla portate massima registrata negli ultimi 100 anni: a fronte di una portata di 571 metri cubi al secondo (mc/s), quella notte l’alveo del fiume si trovò a sopportare ben 2.524 metri cubi al secondo.

Un dato che fa salire la probabilità di un evento così imponente a 250-300 anni.