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ALL'ISTITUTO COMPRENSIVO IL PROGETTO PILOTA «L'ALTRA SCUOLA»

Parma Centro, studenti universitari diventano tutor a distanza dei bambini

L'idea è quella  di supportare i bisogni  educativi  degli alunni che si trovano  in difficoltà, per prevenire l’abbandono scolastico, con l’attività di affiancamento dei laureandi in Scienze dell’educazione

di Maria Teresa Angella -

09 febbraio 2021, 09:33

Parma Centro, studenti universitari diventano tutor a distanza dei bambini

Dai colorati banchi di scuola alle aule universitarie, gli studenti di gradi così distanti si sono avvicinati per contrastare insieme un fenomeno che da sempre desta preoccupazione e che può seriamente condizionare il futuro di chi non ha ancora concluso le scuole medie, quello della dispersione scolastica. 

IL PROGETTO
 È nato così «L’altra scuola», un progetto pilota che si propone di supportare i bisogni educativi speciali degli alunni che si trovano in difficoltà, sostenendoli nella motivazione ad apprendere per prevenire l’abbandono scolastico, attraverso l’attività di affiancamento tra studenti della secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo Parma Centro e i laureandi del corso di Scienze dell’Educazione dell’Università di Parma.

 L’INTUIZIONE
 L’idea di questo progetto è nata durante il lockdown di marzo 2020, come racconta la docente Cecilia Del Chicca, referente Bisogni educativi speciali, benessere degli alunni e Laboratori di recupero della secondaria del comprensivo Parma Centro: «Durante il periodo di chiusura delle scuole ci siamo accorti che alcuni bambini avevano problemi a seguire le lezioni in didattica a distanza, per varie difficoltà legate all’attenzione, all’emotività, alla situazione famigliare o alla strumentazione, come l’uso del pc o dei tablet par fare lezione. Così, partendo dall’esperienza dei laboratori motivazionali realizzati da tempo nell’Istituto e grazie al sostegno del dirigente scolastico Pier Paolo Eramo, siamo entrati in contatto con i laureandi di Scienze dell’educazione e con il docente di Pedagogia Andrea Giacomantonio, creando un supporto concreto per questi ragazzi». 

LA PARTICOLARITÀ
 Il progetto pilota si fonda, da un lato, sull’individuazione del bisogno di supporto di alcuni alunni dell’Istituto e, dall’altro, sulla necessità degli studenti universitari all’ultimo anno, chiamati tutor, di mettersi alla prova e svolgere ore di tirocinio, attività che con le limitazione imposte dall’emergenza sanitaria era stata interrotta, dando loro, così, la possibilità di completare il percorso universitario e fare esperienza diretta sul campo. Tutor e bambini sono abbinati tenendo conto sia delle competenze del tirocinante che dei bisogni educativi e delle funzionalità specifiche dell’alunno.

 «Ogni tutor dopo un periodo di formazione - riprende Cecilia Del Chicca - ha il compito di seguire a distanza due alunni su due materie tra lettere, matematica e inglese, per un periodo limitato, in genere un quadrimestre, tramite un piano didattico personalizzato, ma nulla vieta che in momenti particolari, come ad esempio verifiche o interrogazioni, possa aiutare gli studenti anche in altre discipline. In questo modo riusciamo ad abbattere i muri tra situazioni famigliari, alle volte complesse, e la scuola, recuperando anche quegli studenti che altrimenti si perderebbero lungo il percorso scolastico».

 I NUMERI
 Il progetto pilota, pensato e realizzato grazie alla passione di docenti e laureandi, ha finora coinvolto più di 60 tirocinanti e 120 alunni della secondaria del comprensivo Parma Centro, dimostrando di avere le carte in regola per diventare un modello virtuoso da replicare in altre scuole di Parma e Provincia.

 LE NUOVE SFIDE 
«Da settembre - conclude Cecilia Del Chicca - "L’altra scuola" coinvolge anche la primaria (in presenza e in dad) e la scuola dell’infanzia (in presenza), le docenti Piccoli (sostegno) e Marianna Munerotto (lettere), oltre ai tirocinanti di  tutte le aree universitarie che possono avere un futuro coinvolgimento lavorativo nell’ambito scolastico o della cura del minore. Prevediamo, anzi, auspichiamo nuove candidature».