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L'INTERVENTO

Sperimentazione animale? Risultati solo da quella «human based»

di Mirta Baiamonte (presidente di Penco Bioscience) -

25 giugno 2019, 17:33

Sperimentazione animale? Risultati solo da quella «human based»

Sono biomedico, biotecnologo, embriologo clinico ed esperta di bio banche di Organi e tessuti umani per la Ricerca Human Based, nonchè presidente di Penco Bioscience, realta' scientifica internazionale impegnata nella ricerca human based, per l'assoluta cancellazione della sperimentazione animale. Insieme al cav. dr. Salvatore Scalisi, project manager di Penco Bioscience, e all'avvocato Aurora Loprete, legale di fiducia che ci segue nell'attività di lotta alla sperimentazione animale, scriviamo in merito alla presa di posizione del Senato Accademico dell'Università degli Studi in merito alla ricerca attualmente sotto i riflettori sui macachi per studi in ambito di Snc, e cogliamo l'occasione per allegare quanto richiesto anche al Ministro della Salute Giulia Grillo .
Precisiamo, partendo dalla fine del comunicato del Senato Accademico, che ogni forma di intimidazione o attacco violento alle Istituzioni dell'Università di Parma vanno assolutamente condannati, e ci trovano a fianco dell'Università. Tuttavia la nostra valutazione di presentare ricorsi alle autorità competenti, è suffragata - essendo la sottoscritta già stata autrice nel 2014 nell'ambito dei 73 scienziati italiani firmatari , di un ricorso al Rettore dell' Università di Modena  per ricerca su macachi - dall'ottenimento del blocco della ricerca e della liberazione degli animali in questione. Uno di questi - chiamato Giordano dal gruppo di scienziati firmatari del ricorso - purtroppo dovette essere abbattuto. 
Tornando ai contenuti di quanto dichiarato dal Senato Accademico dell'Università di Parma, ci lascia basiti il concetto (che riportiamo in sintesi) della «necessità imprescindibile della sperimentazione animale per determinati studi riguardanti il cervello, poiché ad oggi non ci sono metodi alternativi o sostitutivi che possano garantire risultati importanti a garanzia della salute umana». 
I riferimenti a normative di legge nazionali ed europee , il riferimento ad ispezioni di esperti del Ministero e dei Nas, sono ormai da tempo superati , sia pur nel rispetto dei ruoli istituzionali e delle leggi in materia ad oggi vigenti.  Non riconosco infatti alcuna autorità a Commissioni di Bioetica che valutino la validità di tipologie di ricerca basate su sperimentazione animale, proprio perchè al loro interno non ci sono ad oggi bioetici che sposano esclusivamente la ricerca Human Based . I singoli professionisti che oggi le compongono, sono sicuramente nomi di prestigio e di grande esperienza professionale,  ma ben altra cosa è lo studiare con estrema attenzione la validità o meno della ricerca basata sulla sperimentazione animale la cui produttività ad oggi ha soltanto garantito la permanenza, e non la cura in termini di risoluzione,  di tutte le patologie della specie umana quali le patologie del Snc, le forme di carcinoma, il diabete e l'infertilità, solo per citarne alcune tra le più importanti . 
Aggiungo: 
1) quando si parla di benessere dell'animale in stabulari, s'intende il suo vivere nel suo ambiente e nella sua condizione naturale. 
2) ancora oggi invito i ricercatori che fanno sperimentazione animale e si sentono offesi nell'esser denominati «vivisettori», ad accettare per coerenza tale termine.
3) qualunque riferimento a termini di legge vigenti che vengono rispettate per le quali la sperimentazione animale è legittima, giusta e nel rispetto del benessere animale (tutti dati determinati dalla mente umana dunque da un approccio antropocentrico) decade nei termini deontologici, professionali e di cura vera del malato affetto da patologie, poichè l'unica soluzione alle patologie di oggi è la ricerca basata sullo studio su organi e tessuti umani con storia ed identità precise in termini di provenienza del malato come anamnesi familiare dello stesso . 
4) tutti gli studi basati sulle patologie del Snc svolte su primati non tengono in considerazione l'assenza di facoltà di parola dell'animale
5) tutte le patologie ad oggi studiate sugli animali sono patologie indotte artificialmente nell'animale , e quindi in quanto tali non hanno le stesse caratteristiche della patologia che sorge in modo spontaneo nella specie umana, da cause spesso differenti da uomo ad uomo . 
6) molte patologie studiate per l'uomo  non appartengono alla specie animale 
7) nell'ambito della specie umana, già la variabilità genetica fa sì che una patologia insorga o meno, o muti nei sintomi da individuo ad individuo perche' il soma non e' mai scollegato dal Snc, la cui attività è a sua volta collegata a moltissimi fattori esterni che fanno sì che il fenotipo condizioni il genotipo . Figuriamoci quando studiamo una patologia , e pure indotta artificialmente , su una specie animale diversa dalla specie animale "uomo" , bersaglio specifico di una tale patologia . 
Invito pertanto alla assoluta riflessione e alla presa di coscienza circa la futilità delle motivazioni che ad oggi vengono ancora riportate come bandiere giustificative per tali procedure di ricerca .
Ci auguriamo che il nostro contributo possa essere utile ad una crescita culturale scientifica vera, e siamo disponibili a dibattiti costruttivi in merito.