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Consigli per gli amici su 4 zampe

Nervosismo, ansia e depressione: «pelosi» in quarantena

 

 

11 maggio 2020, 12:03

Nervosismo, ansia e depressione: «pelosi» in quarantena

La rubrica settimanale, a cura dell’educatrice cinofila Lia Begani e della speaker radiofonica Valentina Tridente (Radio Parma), che sono anche le protagoniste della trasmissione «Compagne di branco», in onda tutti i mercoledì all’interno di «Manie di Protagonismo» su Radio Parma dalle 15  alle 16. Possibile seguire i podcast su www.radioparma.it. Un ringraziamento speciale  a Barbara Iuliano per il suo prezioso contributo.

Siamo ufficialmente entrati nella fatidica fase 2, e noi di Compagne di Branco abbiamo pensato di dedicare questa edizione della nostra rubrica settimanale a due tematiche importanti per questo momento storico: gli effetti della quarantena e del ritorno alla normalità sui nostri amici cani.

“Gli effetti della quarantena”
Forse non tutti sanno che: anche nell’organismo del cane durante l’attività fisica e mentale (quella positiva, s’intende) vengono rilasciate maggiori quantità di endorfine, cioè gli ormoni del piacere.
Se avete riscontrato dei cambiamenti comportamentali nei vostri cani, in concomitanza con il periodo di isolamento obbligato da cui siamo reduci, niente panico: è perfettamente normale. Non dobbiamo però sottovalutare il fatto che anche i pelosi possono risentire di una situazione così insolita.
Infatti il cambio repentino di abitudini e la mancanza di attività motoria e/o mentale può facilmente causare stress e ansia anche nei nostri amici a quattro zampe.
Alcuni dei sintomi più evidenti di questo disagio possono essere:

Maggiore nervosismo
reazioni eccessive agli stimoli, autolesionismo, aggressività, distruttività e similari.
Depressione: cani più apatici e pigri.
Ansia: respiro accelerato e affannato, leccamento compulsivo (su loro stessi o sui proprietari).
Per quanto questi disagi possano toccare tutte le tipologie di cani, un esempio eclatante è rappresentato da i cani da lavoro o comunque tutti quei cani abituati a fare molta attività su base quotidiana. Questi stacanovisti si sono improvvisamente ritrovati a subire un drastico stop e, proprio come un atleta normalmente abituato a correre tanti km al giorno in mancanza della sua dose di movimento quotidiano, hanno subito una vera e propria crisi di astinenza.
Per compensare queste mancanze ci sono diverse tipologie di attività divertenti da svolgere in casa col vostro cane; ve ne abbiamo parlato più dettagliatamente in una precedente puntata della nostra rubrica su Radio Parma.
I link per ascoltare tutte le puntate già andate in onda si possono trovare seguendo i social di Compagne di Branco.

N.B: Se avete provato le attività alternative ma i sintomi che vi abbiamo descritto qui sopra continuano a persistere è allora consigliabile rivolgersi a un professionista.

“Fase 2: Ritorno alla normalità”
Forse non tutti sanno che: i cani , in quanto animali nati per vivere in branco, non ragionano in modo soggettivo (io), ma sempre in funzione del gruppo (noi).
Per quanto bramato da noi esseri umani, il ritorno alla normalità può costituire un vero e proprio disagio per i nostri cani. Durante la quarantena, infatti, si è creato una sorta di habitat ideale, in cui il branco non si separava mai e tutto era sotto controllo (cane-pensiero: “non mi devo preoccupare per te umano quando sei fuori!” ). Per questo motivo i problemi più diffusi ed evidenti della fase 2 saranno quelli legati all’aver perso l’abitudine al distacco.
Con la parziale ripresa delle normali attività esterne è venuta a mancare questa rassicurante routine ed è del tutto normale che alcuni cani, specialmente quelli molto giovani non ancora emotivamente stabili e quelli adulti con un rapporto un po’ precario col distacco, si siano trovati in difficoltà.

Vediamo insieme cosa potremo aspettarci dai nostri amici “in crisi”:
Distruttività da scarico: il cane si trova in una situazione molto stressante e per calmarsi sente la necessità di mordere/rosicchiare e, quando non ha alternative, può capitare che lo faccia sugli oggetti di casa.
Minzioni inappropriate: il cane può segnalare il disagio anche attraverso le marcature con urina e/o feci.
Vocalizzazioni: ulula o abbaia, senza un reale motivo, nel disperato tentativo di richiamare l’attenzione del proprietario.

N.B. Per quanto possano essere fastidiosi, questi comportamenti non vanno presi come “dispetti” bensì come vere e proprie manifestazioni di disagio.

“Ok, ma cosa possiamo fare per aiutarli?”
Ecco alcune cose che potreste fare per alleggerire la situazione:
Contribuire ad aumentare il livello di endorfine appagando il cane prima della separazione (con attività fisica e mentale).
Gestire il rituale del saluto rispettando l’idea che la vostra uscita e il vostro rientro siano eventi normali e non straordinari (cerchiamo di non esagerare con le effusioni alla “Carramba Che Sorpresa!”)
Mettere la casa in sicurezza togliendo dalla portata del cane oggetti fragili, preziosi o pericolosi.
Lasciare al cane un diversivo sul quale poter scaricare lo stress (snack da masticare o giocattoli resistenti per esempio).
Con alcuni cani può essere utile ridurre gli spazi a loro disposizione.

Non bisogna dimenticare che un’altra categoria penalizzata è quella dei cuccioli in quell’ età cruciale tra i 2 e i 6 mesi, la cui socializzazione è stata interrotta dalla reclusione forzata, per non parlare di quei cani già particolarmente reattivi, che, in questo periodo, hanno perso l’abitudine alla presenza di estranei.

Non temete: in entrambi i casi si può sempre porre rimedio o raggiungere un compromesso soddisfacente; per questo vi diamo appuntamento alla settimana prossima dove vedremo insieme alcuni consigli e idee per le attività ludiche da svolgere insieme ai vostri amici cani.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti vi consigliamo di seguire l’appuntamento radiofonico settimanale di “Compagne di Branco”, in onda tutti i mercoledì all’interno di “Manie di Protagonismo” su Radio Parma dalle 15.00 alle 16.00 - o i podcast su www.radioparma.it
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