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Dal cibo alla patacca al «bisognino»: ecco come comportarsi

01 giugno 2020, 11:09

Dal cibo alla patacca al «bisognino»: ecco come comportarsi

Rubrica settimanale, a cura dell’educatrice cinofila Lia Begani e di  Valentina Tridente, protagooniste ogni mercoledì, dalle 15 alle 16,  dell’appuntamento radiofonico «Compagne di Branco», su Radio Parma,  all’interno di «Manie di Protagonismo».

Bentornati cari compagni e compagne di branco! Per la rubrica di questa settimana abbiamo deciso di trattare un argomento tanto delicato quanto diffuso e pernicioso:  vi parleremo di alcune delle leggende metropolitane sul mondo dei cani e del perché queste convinzioni errate possono influire negativamente sul nostro rapporto con loro. 

LA MANO NELLA CIOTOLA
Forse non tutti sanno che: il momento del pasto rappresenta uno dei rituali più importanti all’interno di un branco, sia questo composto da soli cani o da cani e umani.
Quante volte avrete sentito dire: “Ah, io metto sempre le mani nella ciotola del mio cane perchè si deve abituare al fatto che io gli possa fare qualunque cosa e lui comunque non deve reagire!!”
Purtroppo disturbare il cane durante un momento così intimo e importante per le sue dinamiche quotidiane non ha quasi mai l’effetto di desensibilizzarlo, anzi: i cani più remissivi probabilmente vi guarderanno un po’ scocciati e finiranno col subire questa pratica loro malgrado, i più possessivi, invece, rischiano di essere ulteriormente sensibilizzati e di diventare ancora più possessivi.
Il momento del pasto, che sia il nostro o il loro, merita rispetto reciproco ed è giusto pretendere e concedere tranquillità; è importante gestire nello stesso modo anche il pasto di un gruppo di cani.
In ogni caso se il cane dovesse mostrare una particolare aggressività in presenza del cibo vi consigliamo di rivolgervi ad un professionista perchè gli aspetti da valutare sono diversi e importanti, come per esempio pregressi, traumi, genetica o altro.

IL MUSO NELLA PIPI
Forse non tutti sanno che: tutti i cuccioli di cane fino ai 4-6 mesi (variabile a seconda di soggetto e razza) non sono fisicamente in grado di controllare completamente gli sfinteri.
Prendere un cucciolo, mettergli il muso nella pipì e magari percuoterlo per fargli capire che non avrebbe dovuto fare i bisogni in un determinato luogo equivale a fare lo stesso con il pannolino sporco a un neonato. Non ci piace usare questa immaginare, ci scusiamo ma ci serve per rendere l’idea.
Questa pratica può risultare molto traumatica per il cucciolo, e il rischio in questo caso è che il cane associ la vostra sgridata al suo aver fatto la pipì e non al luogo sbagliato in cui l’ha fatta. 
Questo potrebbe portarlo a non sentirsi più sereno ad urinare in vostra presenza, togliendovi così la possibilità di gratificarlo quando invece inizierà a farla nel posto giusto, cosa decisamente più utile ed efficace.

IL NEFASTO GIORNALE ARROTOLATO
Forse non tutti sanno che: per il cane non cambia nulla dall’essere percosso con un oggetto, dal proprietario, o a mano nuda.
C’è chi consiglia di percuotere il cane con un giornale arrotolato: “perchè fa tanto rumore ma non fa davvero male”, ecco, non è esattamente così. Essere picchiati dal proprietario è mortificante per il cane che lo vive come una vera e propria aggressione indipendentemente dalla presenza di uno “strumento” o meno. Vi consigliamo comunque di preferire possibilmente metodi alternativi che vi possano evitare di usare punizioni corporali.

I SETTE ANNI DEL DOBERMANN
Forse non tutti sanno che: Nessuna razza ha una data di scadenza, i cani non sono mica come il latte!
 “Tutti i Dobermann quando compiono sette anni impazziscono perchè il cervello continua a crescere di dimensione ma la scatola cranica no…”.  Gira ormai da tanti anni questa leggenda metropolitana la cui logica sarebbe legata all’eccessiva pressione esercitata sul cervello che provocherebbe gravi problemi intellettivi fino alla follia bella e buona.
Per fortuna si tratta di un mito senza alcun fondamento e, con buona probabilità, le origini sono da cercarsi quasi sicuramente in un film degli anni ‘70: “La gang dei Dobermann”, anche se non ne abbiamo la certezza. in effetti non siamo sicure della provenienza di questo mito e l’unico parallelismo plausibile con la realtà sta nel fatto che i cani di taglia grossa possono manifestare i primi acciacchi da invecchiamento già intorno ai sette anni, diventando così, in alcuni casi, un po’ più suscettibili, irascibili e scontrosi. Per questa settimana è tutto, vi lasciamo con un pensiero di Voltaire: “È solo per un eccesso di vanità ridicola che gli uomini si attribuiscono un’anima di specie diversa da quella degli animali.”

LIA BEGANI
VALENTINA TRIDENTE

INIZIATIVA  INVIATECI LE VOSTRE FOTO

Questa settimana pubblichiamo (la foto in alto) Heidi di Marta Bocchi - comodamente intenta a leggere la nostra rubrica su Tablet.  Volete che la foto del vostro beniamino venga pubblicata nel prossimo appuntamento della nostra rubrica?  Niente di più semplice: immortalate i vostri amici mentre leggono la Gazzetta e inviate la foto a compagnedibranco@gmail.com - tutti gli animali sono i benvenuti! 


Per ulteriori informazioni e approfondimenti vi consigliamo di seguire l’appuntamento radiofonico settimanale di «Compagne di Branco», in onda tutti i mercoledì all’interno di «Manie di Protagonismo» su Radio Parma dalle 15 alle 16 - o in podcast su www.radioparma.it 
e-mail: compagnedibranco@gmail.com  
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