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Spitz, l'orgoglio di trattare con il padrone alla pari

Rubrica‌ ‌settimanale,‌ ‌a‌ ‌cura‌ ‌dell’educatrice‌ ‌cinofila‌ ‌Lia‌ ‌Begani‌ ‌e‌ del‌la‌ ‌speaker‌ ‌radiofonica‌ ‌Valentina‌ ‌Tridente.

09 novembre 2020, 09:56

Spitz, l'orgoglio di trattare con il padrone alla pari

Dopo la parentesi felina della settimana scorsa continuiamo il nostro viaggio nel mondo delle varie razze di cane. I gruppi di oggi sono un po’ particolari e con attitudini tutte loro. Il macro gruppo di cui vi parliamo oggi è quello dei cani  di “tipo Spitz” i quali hanno origini talmente antiche da essersi diffusi in lungo e in largo in giro per tutto il mondo (cani nordici, europei e asiatici) e la cui progenie moderna ha dato vita a diverse razze caratterizzate da attitudini differenti ma che si assomigliano per alcune caratteristiche morfologiche simili.  
Forse non tutti sanno che: Spitz in tedesco significa “appuntito” e si pensa che sia un richiamo alle caratteristiche ed espressive orecchie a punta che contraddistinguono i cani di queste razze. Altre caratteristiche frequenti dei cani appartenenti a questo gruppo sono la coda riccia e (a parte qualche eccezione con code dritte o assenti) e il pelo molto folto.


CANI NORDICI DA SLITTA
Forse non tutti sanno che: questi sono cani che nascono per lavorare in muta e che quindi capita spesso abbiano qualche difficoltà con la solitudine e il distacco. L’utilità di queste razze, nelle sue varie origini e declinazioni, è quella di trainare la slitta in ambienti molto freddi e difficili. Proviamo ora ad immaginarci quali caratteristiche potranno accomunare le razze appartenenti a questo gruppo: Prestanza fisica: trainare una slitta in zone come Alaska, Siberia o Groenlandia non è proprio semplice come fare una passeggiata in centro, si tratta di un’attività molto faticosa e che richiede una certa resistenza. Team work:  ovvero saper lavorare in gruppo. Per la maggior parte questi sono cani che in origine dovevano lavorare in gruppi numerosi e quindi in grado di creare legami molto forti e solidi all’interno del nucleo famiglia/branco.

Difficoltà col guinzaglio: essendo cani la cui utilità primaria è tirare, tirare e tirare, possiamo facilmente capire che insegnare loro ad andare correttamente a guinzaglio può richiedere un po’ più di pazienza  rispetto ad altre razze. Alcuni esempi delle razze appartenenti a questa categoria sono Alaskan Malamute (di grande mole, veniva usato anche per la caccia all’orso), Siberian Husky e Samoiedo.


CANI NORDICI DA CACCIA, GUARDIA E PASTORE
Forse non tutti sanno che: questo gruppo di cani racchiude un buon numero di razze che tuttavia sono molto poco diffuse nelle nostre zone come ad esempio il Laika rosso-europeo, i vari Laika siberiani, il Cane da orso della Carelia, per il gruppo da caccia, e Iceland Dog o Cane da pastore di Islanda, Vastgotsaaspets, Norsk Buhund per la categoria dei cani da guardia e da pastore. Alcune caratteristiche sicuramente preponderanti in queste razze sono la grande quantità di energie da spendere e una buona dose di motivazione predatoria (in poche parole gli piace cacciare), ovviamente un po’ più spiccata nel gruppo dei cacciatori.

SPITZ EUROPEI
Forse non tutti sanno che: le razze appartenenti a questo gruppo sono tra le più antiche in Europa, ad esempio Michelangelo aveva un Volpino italiano. Si tratta di cani di taglia piccola e dall’aspetto molto accattivante grazie al loro caratteristico pelo molto folto che ha la tendenza a rimanere sollevato (come se avessero messo le dita nella presa della corrente) grazie alla grande quantità di sottopelo. Sostanzialmente sono delle piccole e morbide palle di pelo.  Anche se il loro scopo è sempre stato quello del cane da compagnia, questi pelosi sono sempre stati anche delle ottime sentinelle, molto abili nel segnalare qualunque movimento o intrusione - traduzione: non stupitevi se segnalano ogni passante con una buona dose di vocalizzi. A questo gruppo appartengono Spitz tedeschi e Volpino italiano.

 


 

SPITZ ASIATICI
A questo gruppo appartengono razze le cui origini e attitudini sono molto svariate, per non fare troppa confusione andiamo a vedere quelle più diffuse: Akita: con la denominazione semplice di Akita si intende la versione asiatica che nasce intorno al 1600 da cani giapponesi di taglia media che sono stati incrociati con cani di taglia più grande allo scopo di ottenere un buon cane da guardia, da combattimento e da caccia grossa (alcune delle sue prede preferite erano il cinghiale, il cervo e l’orso tibetano). Ne deriva un cane serio, riservato e non proprio socievole. Diciamocelo, non è proprio il cane adatto agli appassionati frequentatori delle aree cani. Akita americano: rappresenta la versione americana del precedente, sono i loro cugini, per intenderci. Gli americani hanno preso il grande Cane giapponese o Akita e hanno iniziato una selezione tutta loro, dando vita ad un cane più pesante e massiccio ma con origini e attitudini comuni.

Shiba: si tratta di una razza molto antica autoctona di Cina e Giappone, questo era un cane da caccia molto agile e vivace. Si tratta di cani riservati, spesso un po’ asociali e seriosi, ma questa caratteristica è stata un po’ smorzata da alcuni allevamenti italiani in cui si selezionano Shiba un po’ più giocherelloni e amichevoli. Diciamo che se volete fare felici questi “orsetti” la cosa migliore da fare è portarli in posti in cui esplorare e seguire gli odori della selvaggina.

Chow-Chow: questo splendido leoncino era presente in Cina già più di 2000 anni fa, dove veniva allevato come cane da guardia e da caccia dai mercanti cinesi dell’epoca. I primi esemplari europei sono arrivati solo intorno al 1800. Purtroppo, negli anni, nella sua terra di origine è stato apprezzato anche per la sua carne e per la sua pelliccia (sguardo di disapprovazione della Lia e della Vale). Si tratta di un cane dal carattere e dal fisico forte che nonostante l’apparenza di cane morbido e coccoloso non ama essere trattato da peluche.

 


 

CANI PRIMITIVI
Forse non tutti sanno che: a motivare la definizione di Cani primitivi c’è non solo l'esistenza di razze presenti da moltissimi anni nei territori di appartenenza ma anche una certa somiglianza morfologica ai cani disegnati nelle raffigurazioni rupestri di epoca preistorica. Si tratta di un gruppo di razze molto variegato e presenti principalmente nel loro luoghi di origine e poco diffuse nel mondo. Le più diffuse, anche nelle nostre zone, sono il Basenji, il Podenco iberico e il Cirneco dell’Etna - splendido ma poco diffuso cane di origine italiana, siculo per la precisione. Si tratta in generale di cani muscolosi, agili e vivaci con qualche piccola variabile a seconda della zona d’origine. Una piccola curiosità: a questo gruppo appartengono alcune razze di cani nudi, cioè con pochissimo pelo la cui pelle resta scoperta come per esempio Xoloitzcuintle, per gli amici Cane nudo messicano, il cane del film “Coco” per intenderci.

«Ma, care compagne di branco, vi siete scordate di raccontarci qual è il proprietario ideale per questi cani!» No cari amici, non ci siamo dimenticate, abbiamo volutamente scelto di raggruppare tutte queste razze sotto un unico splendido e ricercatissimo proprietario, colui o colei  che ha il desiderio di accettare senza remore la memoria di razza del suo cane, di rispettarla e di farne un valore aggiunto. L’umano ideale non pretenderà che un cane nordico sia scattante ai comandi come un Border Collie e sarà in grado di accreditarsi agli occhi del suo peloso senza tentare di piegarlo con la forza. Questi sono cani che vanno un po’ convinti a collaborare, soprattutto nelle attività per cui non sono stati selezionati in modo primario. Quindi per loro ci vuole una persona solida e che li sappia rispettare, ma del resto, questo, è vero per ogni compagno di vita che scegliamo di avere con noi.

Per questa settimana è tutto, vi lasciamo con una citazione di Samuel Butler: «Tutti gli animali, eccetto l’uomo, sanno che lo scopo principale della vita è godersela».

Per ulteriori informazioni vi consigliamo di seguire l’appuntamento settimanale di «Compagne di Branco» in podcast su Spotify e in diretta su Radio Parma tutti i mercoledì dalle  alle 16.

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Il suo umano Mattia Lezoli ci segnala che Tommy, qui immortalato durante un meritatissimo pisolino, non è un semplice lettore della Gazzetta ma addirittura un fedele abbonato che sogna di comparire nella nostra rubrica. Ed eccolo accontentato! Grazie Tommy, ti mandiamo una super grattatina dietro le orecchie. Volete che la foto del vostro beniamino venga pubblicata nel prossimo appuntamento della nostra rubrica?  Niente di più semplice: immortalate i vostri amici mentre leggono la Gazzetta e inviate la foto a compagnedibranco@gmail.com  aggiungendo tre aggettivi che li descrivano - tutti gli animali sono i benvenuti!