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Danni causati dai cani: l'importanza di essere assicurati

Rubrica settimanale  di Compagne di Branco

di Lia Begani - Valentina Tridente - Maria Cristina Ganga -

23 novembre 2020, 09:06

Danni causati dai cani:  l'importanza di essere assicurati

Bentornati‌ ‌cari‌ ‌compagni‌ ‌e‌ ‌compagne‌ ‌di‌ ‌branco!‌  Questa settimana vi presentiamo una nuova compagna di branco: la dottoressa in Giurisprudenza Maria Cristina Ganga, collaboratrice dello Studio Legale avv. Antonio Maccarone di Parma. Abbiamo deciso di avvalerci del suo contributo professionale per fare un po’ di chiarezza, dal punto di vista legale, su alcune delle tematiche legate ai nostri amici pet di cui trattiamo spesso nella nostra rubrica. 
Avrete sicuramente notato che da tempo cerchiamo di fare informazione e sensibilizzare i proprietari di cani sul tanto discusso tema che è il guinzaglio: oggi vorremmo mettervi in guardia sulle conseguenze legali ed economiche del suo mancato utilizzo, ed è per questo che vogliamo raccontarvi insieme a Cristina una storia realmente accaduta, che, siamo sicure, sarà in grado di farvi riflettere ogni volta che dovrete decidere se tenere i vostri cani  al guinzaglio oppure no.

C’era una volta Gesualdo (nome di fantasia) che se ne andava allegramente in giro con i suoi cani al guinzaglio: due splendidi esemplari di Cane Corso. Improvvisamente, da un bar sulla strada dove passeggiavano Gesualdo e i suoi cani, di proprietà del signor Ernesto (nome di fantasia), fuggono due piccoli ma impavidi Jack Russell Terrier che si dirigono di gran carriera verso i cani di Gesualdo, che vedendosi aggrediti e ovviamente spaventati, nel tentativo di difendersi causano la rovinosa caduta del loro povero umano che riporta ingenti danni (diverse fratture e, per intenderci, ben 150 giorni di malattia).
Gesualdo, comprensibilmente risentito, porta Ernesto in tribunale il processo si conclude con la condanna di quest’ultimo a  risarcire Gesualdo della somma di nientepopodimeno che Euro 44.377.


Cari lettori e lettrici, di casi come quello di Gesualdo ce ne sono tantissimi, casi in cui la responsabilità è di tipo oggettivo e sempre a carico del detentore dell’animale se non rispetta le prescrizioni lasciandolo incustodito (senza guinzaglio), come ci spiega Maria Cristina (Cristina per gli amici) alla quale lasciamo la parola.  “Quando si parla di responsabilità oggettiva (o aggravata) -  cercherò di semplificare un concetto complesso - ci si riferisce a quei casi, previsti tassativamente dalla legge, in cui nell’attribuire la responsabilità di un illecito da cui derivi un danno, si prescinde dal dolo e dalla colpa essendo sufficiente la sussistenza del rapporto di causalità tra l’evento e il danno. A questo punto il soggetto avrà solo una possibilità per liberarsi dalla responsabilità (cioè dalle conseguenze sul piano giuridico che derivano dalla sua azione): fornire la prova di aver fatto tutto quanto necessario ad evitare un evento del tutto imprevedibile.

Nella vicenda del povero Gesualdo, le sue fratture rappresentano la diretta conseguenza della mancata custodia dei cani di Ernesto, non rilevando che questi siano scappati dalla porta del bar per una distrazione, anche incolpevole, del loro proprietario: Ernesto infatti, per il solo fatto di detenere degli animali, aveva e ha sempre l’obbligo di custodirli, stando a quanto recita l’art. 2052 del nostro Codice Civile: «il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito».  
La scopo della norma che vieta di lasciare incustoditi cani o altri animali in luogo pubblico è quella di assicurare la sicurezza di chiunque (umani e non) si trovi a condividere spazi pubblici con gli animali, perché quando questi si trovano in stato di libero movimento, anche se piccoli o particolarmente miti, si crea una condizione di per sé idonea, come abbiamo visto nella storia di Ernesto e Gesualdo, a mettere a repentaglio l’incolumità altrui, qualora manchino gli strumenti di controllo fisico e di costrizione del cane, cioè il guinzaglio (che, ricordiamolo, deve essere di lunghezza non superiore al 1,5 m) e la museruola (non necessariamente indossata).
È in vista di tali impulsi improvvisi e reattivi, scatenati anche da un comportamento imprevisto dei presenti, o del tutto innocuo per il nostro giudizio, che il cane deve essere posto sotto materiale controllo di chi lo detiene, non bastando la vigile attenzione del padrone che si trovi anche a distanze minime, perché questo non lo potrà esimere dal ritrovarsi a dover risarcire anche ingenti somme, e nei casi più gravi a vedersi addebitare la responsabilità anche penale di reati puniti severamente come le lesioni o l’omicidio.”

Alla luce di quello che abbiamo imparato oggi vi invitiamo a pensarci due volte quando state per portare fuori il vostro peloso bellamente intenzionati a lasciarlo libero in luoghi che non siano lande desolate, aree cani o il giardino di casa vostra, indipendentemente dalla sua natura, sia essa frizzantina o del genere “nooooo, ma il mio è buono”. Questa fantomatica frase che ci sentiamo rispondere quando chiediamo educatamente di mettere il guinzaglio al cane nei parchi o nelle aree pubbliche non vi sarà d’aiuto quando verrete multati dai vigili o peggio ancora denunciati per un eventuale incidente.  P.s.: Meno male che Ernesto era assicurato altrimenti si sarebbe dovuto vendere il bar e anche un rene.


Per questa settimana è tutto, vi lasciamo con una citazione di Marguerite Yourcenar:  “Gli animali hanno propri diritti e dignità come te. È un ammonimento che suona quasi sovversivo. Facciamoci allora sovversivi: contro ignoranza, indifferenza, crudeltà.”

Per ulteriori informazioni vi consigliamo di seguire l’appuntamento settimanale di “Compagne di Branco” in podcast su Spotify e in diretta su Radio Parma tutti i mercoledì dalle 15 alle 16. 


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INIZIATIVA INVIATECI LE VOSTRE FOTO
Volete che la foto del vostro beniamino venga pubblicata nel prossimo appuntamento della nostra rubrica? Niente di più semplice: immortalare i vostri amici mentre leggono la Gazzetta e inviatee la foto a compagnedibranco@gmail.com aggiungendo tre aggettivi che li descrivano - tutti gli animali sono i benvenuti!

 

 

EMMA  Chissà come era la sua vita prima di incontrare la sua umana Elena Carapezzi, ma da quello sguardo capiamo che adesso Emma ha trovato la sua casa per sempre dove non le mancano coccole, mommi e l'abbonamento alla Gazzetta.

 

DEVIL  Sguardo furbetto e chioma fluente, lui è Devil di Grazia Bellantone, un vero divo che non disdegna però. all'occasione, rotolarsi nel fango e correre a più non posso.

 

VALDO   Valdo ci piace così: spettinato, gagliardo ma in grado di spillarti fino all'ultimo biscottino. Lui e la sua umana Margherita Restori amano i tramonti, rincorrere gli uccellini  eleggere la Gazzetta quando è fresca fresca di stampa.