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L'Ibis Sacro scomparso in Egitto ha trovato (oramai) casa lungo il Po - Le foto

13 marzo 2021, 10:03

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La natura, anche lungo il Grande fiume, è in continuo e significativo cambiamento. Nel "bestiario" del Po si sono ormai stabiliti, stabilmente, animali come caprioli, cinghiali e lupi (tutti, fino a non molti anni fa, “abitanti” soltanto dei nostri monti). Tra i volatili, anche nella Bassa Parmense, è in netta espansione, l’Ibis Sacro, originario dell’Africa Subsahariana e del Medio Oriente. Si tratta di un predatore onnivoro che si nutre di anfibi, crostacei, piccoli roditori, molluschi, pesci, lombrichi, insetti, uova e pulcini di altre specie di uccelli. Per questo è comunque considerato un pericolo per la fauna autoctona.

Ormai, in modo sempre più significativo, si tratta di un ospite fisso, con numeri importanti, anche nella nostra pianura parmense. In compenso è pressoché estinto in Egitto, dove aveva invece un ruolo assolutamente centrale nella religione. Infatti la sua immagine era considerata simbolo del dio Thot, al punto da essere rappresentato anche nel geroglifico della divinità. Per gli antichi Egizi l’ ibis sacro era un animale puro e di grandissima utilità per via della sua abitudine a nutrirsi di serpenti e carogne; inoltre, il suo sguardo fisso e il portamento fiero erano considerati simboli di intelligenza. Nelle immagini, di Paolo Panni, eccolo immortalato lungo le zona umide della fascia fluviale del Po.