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Si può curare Fido con i generici per l'uomo. E il portafogli sorride

di Rose Ricaldi -

17 aprile 2021, 09:16

Si può curare Fido con i generici per l'uomo. E il portafogli sorride

F inalmente il farmaco equivalente per uso veterinario è una realtà.  Con il decreto firmato nei giorni scorsi dal ministro della Salute, Roberto Speranza, sarà possibile curare gli animali domestici anche con farmaci «ad uso umano». A beneficiarne saranno circa il 40 per cento delle famiglie italiane che potranno risparmiare fino al 90 per cento per alcune patologie animali. 
Come  spiega anche la LAV in un comunicato stampa, «si riconosce la possibilità di prescrizione di un medicinale per uso umano che contiene lo stesso principio attivo del farmaco veterinario, sulla base della migliore convenienza economica dell’acquirente, un atto tanto atteso e particolarmente importante in questo periodo nel quale anche a causa degli effetti della pandemia il potere di acquisto di molti italiani si è ridotto». 
Ciò consentirà a tutti coloro che vivono con un quattro zampe o che si occupano di cani e gatti, pensiamo ai volontari delle associazioni animaliste, di poter salvaguardare ancora meglio la salute dei pet.  «Si tratta – ha dichiarato Ilaria Innocenti, responsabile LAV Area Animali familiari - di una conquista a favore di milioni di animali, circa 15 milioni considerando solo i cani e i gatti, e delle loro famiglie che grazie alla volontà del Ministro Speranza potranno finalmente risparmiare sui costi, talvolta spropositati, del farmaco veterinario, e di estensione del diritto alla cura per tutti i cani e i gatti, anche quelli che una famiglia non la hanno». 
È un passo in avanti ottenuto anche grazie alla campagna #Curiamolitutti lanciata nel novembre del 2018 proprio dalla Lega Anti Vivisezione.  «La questione del prezzo del farmaco veterinario è molto importante in termini di salute animale – ha continuato la Innocenti - ma anche di salute pubblica, ed è largamente sentita da chiunque viva con un animale, in quanto può causare una difficoltà di accesso alla terapia, in particolare per le patologie croniche o costose, per farmaci salvavita e terapie di lunga durata fino anche a rendere molto difficile, se non in altri casi di fatto impossibile, il diritto del paziente animale a essere curato e il dovere di chi lo custodisce a prestargli le dovute terapie. Ora  le cose potranno cambiare, concretamente».