Sei in Ditelo al veterinario

ditelo al veterinario

Stati febbrili, meglio evitare il "fai da te"

Il dottor Angelo Gresia risponde

12 giugno 2020, 09:01

Stati febbrili, meglio evitare il "fai da te"

Gentile dottor Gresia, amo gli animali e ho sia un cane che un gatto. Capita a volte che abbiano la febbre. Nel caso, posso somministrare farmaci che ho a casa, come il paracetamolo? Grazie.


Gentile Lettore, La invito a non somministrare farmaci ai suoi animali senza aver consultato il suo veterinario e a indagare sulle motivazioni della comparsa della febbre. 
Il paracetamolo, conosciuto anche come acetaminofene, è un ottimo farmaco per gli stati piretici, agisce invece in minor misura in caso di infiammazioni. Gli animali, soprattutto i gatti, hanno una limitata capacità di eliminare questo farmaco, occorre dunque prestare molta attenzione a non somministrarne una dose eccessiva, onde evitare un’intossicazione con esiti a volte imprevedibili. La tossicità può inoltre essere aggravata dalla presenza di patologie sottostanti, come l’ipertiroidismo, il diabete mellito o linfoma. I primi sintomi che compaiono in seguito a intossicazione sono apatia, ipotermia, anemia emolitica; alcuni studi dimostrano che la distruzione dei globuli rossi può persistere fino a tre settimane. Nel cane gli altri principali sintomi sono vomito, diarrea e atassia. Nel gatto si aggiungono frequentemente anche cianosi, edemi cutanei, scialorrea e difficoltà respiratoria. La comparsa della sintomatologia da somministrazione di paracetamolo può essere divisa essenzialmente in tre fasi: iperprecoce, precoce e tardiva; i primi sintomi dunque compaiono già dopo otto ore dalla somministrazione del farmaco e gli ultimi anche dopo quarantotto ore. Qualora riscontrasse che un suo animale accusi uno dei tanti segnali precedentemente elencati, si rivolga al suo veterinario che eseguirà degli esami biochimici-clinici necessari. A seconda di quando l’animale ha ingerito la dose eccessiva di farmaco e dal quantitativo stesso è possibile intervenire in diversi modi, sia inducendo il vomito, sia somministrando composti come il carbone attivo, sia somministrando ossigeno o effettuando trasfusioni di sangue. 

dott. Angelo Gresia  agresia@virgilio.it - www.clinicaveterinariasfrancesco.it