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Quando il tetano colpisce cani e gatti

Ditelo al veterinario. Risponde il dotto Gresia

14 luglio 2020, 08:58

Quando il tetano  colpisce cani e gatti

Buongiorno dottor Gresia, vorrei sapere qualcosa di più su una patologia che pensavo colpisse solamente l’uomo, ovvero il tetano. Potrebbe darmi qualche informazione?  E' frequente nei nostri animali? Grazie per la sua risposta.

 Gentile Lettore, il tetano è causato da una neurotossina prodotta da Clostridium tetani, un batterio anaerobio spesso isolato nelle feci degli animali domestici. Al contrario dell’uomo, sia il cane che il gatto sono più resistenti a questa neurotossina, tanto che i casi riscontrati sono nettamente inferiori a quelli registrati nell’uomo. Il contagio avviene di solito per contaminazione di una ferita aperta con le spore del batterio. 
I primi sintomi compaiono dopo quattro\dodici giorni dall’infezione e possono essere localizzati o sistemici. La forma localizzata del tetano è tipica dei gatti che hanno una maggiore resistenza rispetto ai cani e consiste in rigidità estensoria di uno o più arti. La forma generalizzata invece incomincia con rigidità degli arti che tengono l’animale nella cosiddetta stazione a “cavalletto”, con in aggiunta la coda sollevata ed aumento del tono muscolare che può portare l’animale a cadere in decubito laterale. Vi è inoltre contrattura dei muscoli facciali che provoca il cosiddetto risus sardonicus e dei muscoli extraoculari che provocano enoftalmo e procidenza della terza palpebra. Nei casi più gravi gli animali possono essere molto sensibili agli stimoli esterni ed ogni più piccolo rumore può provocare contrazioni muscolari riflesse ed anche convulsioni. Queste condizioni portano anche all’insorgenza di sintomi secondari. 
Intervenire immediatamente è prioritario con il ricovero e la somministrazione dell’antitossina tetanica accompagnata da una terapia di supporto per limitare i danni. L’animale deve essere ricoverato in una stanza buia e tranquilla per ridurre gli stimoli. La prognosi è favorevole nelle forme lievi o localizzate, anche se per una totale ripresa occorrono settimane; è generalmente sfavorevole nelle forme generalizzate.

dott. Angelo Gresia  
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