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IL VETERINARIO

Tecniche chirurgiche per operare Fido

dott. Angelo Gresia  
agresia@virgilio.it - www.clinicaveterinariasfrancesco.it
 

15 marzo 2021, 09:04

Tecniche chirurgiche per operare Fido

Poco tempo fa, in seguito al rilevamento di tracce di sangue nelle urine del mio cane, è stato eseguito un esame ecografico alla sua vescica e diagnosticato un polipo all’interno dell’organo. E’ stato previsto un intervento chirurgico piuttosto delicato, ma sono  preoccupata. 

 La diagnosi clinica  è molto precisa e l’intervento chirurgico potrebbe essere l’approccio migliore per avere una risoluzione definitiva del problema. Da definire è la tipologia di intervento. Alla classica tecnica di laparotomia che prevede un’incisione sull’addome seguita da una incisione sulla vescica, si affianca la possibilità di effettuare questo  intervento tramite endoscopia. 

L’endoscopio è uno strumento abbastanza flessibile e non traumatico, con cui è possibile risalire l’uretra (come se si trattasse di un catetere) arrivando fino alla vescica; questo apparecchio è dotato di una telecamera e accessori specifici ci permette di visualizzare la lesione, di prendere una parte di tessuto per una eventuale biopsia ed eventualmente anche l’asportazione della lesione stessa. Quest’ultima operazione è da correlare anche alla grandezza della neoformazione. Nel caso di lesioni estese ed a carattere tumorale si consiglia la tecnica tradizionale con approccio open come già descritto.

Da un punto di vista anestesiologico non sussistono enormi differenze, poiché in entrambi casi il paziente deve essere posto in anestesia generale, indipendentemente dalla procedura chirurgica per cui si è optato. Ciò che cambia è l’invasività della procedura, ovvero una laparatomia prevede una convalescenza piuttosto lunga con una ferita chirurgica a carico di più tessuti e dolore postoperatorio da gestire con analgesici. Il cane inoltre nel post operatorio dovrà osservare un periodo di riposo e dovrà portare il collare elisabettiano, in modo che non vi siano autotraumatismi. Al contrario, l’approccio endoscopico, che io preferisco sempre, non risulta particolarmente invasivo poiché sfrutta come vie di accesso le vie naturali e permette di effettuare anche il solo prelievo bioptico, cosa fondamentale anche per la diagnosi. In entrambi i casi è consigliabile una terapia antibiotica per scongiurare il rischio di infezioni secondarie.