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IL VETERINARIO

Rottura del diaframma in un giovane setter

dott. Angelo Gresia   agresia@virgilio.it - www.clinicaveterinariasfrancesco.it

24 aprile 2021, 07:01

Rottura del diaframma in un giovane setter

Gentile dottor Gresia, una settimana fa il mio giovane setter è stato investito da un’auto. È stato colpito tra il torace e l’addome, inizialmente sembrava stare bene ma poi c’è stato un rapido declino delle sue condizioni. Purtroppo è morto mentre cercavo di portarlo al pronto soccorso più vicino. I medici mi hanno detto che probabilmente ha subito una rottura del diaframma. Potrebbe darmi qualche spiegazione in più?

 Il diaframma è una struttura muscolo tendinea che divide la cavità addominale da quella toracica. Il diaframma assorbe la maggior parte dell’energia sprigionata dal trauma e se non è in grado di opporsi a tale forza questo si rompe. Gli organi contenuti in addome, nello specifico soprattutto fegato, stomaco ed intestino si spingono in torace compromettendo la funzionalità anche degli organi toracici: polmone e cuore risentono del fenomeno compressivo dato dagli organi erniati che si manifesta con difficoltà respiratorie, dilatazione del torace e difficoltà di circolo sanguigno. Anche gli organi erniati subiscono danni dati dal loro spostamento che esitano in disturbi di circolo, ostruzioni, strozzamenti ed ischemie. Questo quadro patologico deve essere gestito tempestivamente da un veterinario che attraverso RX ed ecografia può valutare la gravità e la sede anomala dei vari organi coinvolti. La terapia risolutiva è sicuramente chirurgica e prevede il riposizionamento dei visceri addominali nella loro sede corretta e la riparazione della rottura diaframmatica. È però imprescindibile, prima dell’approccio chirurgico, una buona stabilizzazione del paziente atta a migliorare la condizione cardio-respiratoria e l’ossigenazione dei tessuti soprattutto in vista di un intervento. Data la compromissione di organi di vitale importanza, la prognosi del paziente è da ritenersi comunque riservata poiché, per quanto il riposizionamento e la riparazione della rottura possano essersi svolti correttamente, alcuni organi potrebbero aver subito danni irreparabili dati dal trauma e dalla permanenza in sedi anatomiche scorrette.