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Sensori, droni e stazioni meteo per far rendere di più i terreni

Sensori, droni e stazioni meteo per far rendere di più i terreni
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Produrre meglio consumando meno, con l’aiuto delle più avanzate tecnologie. Questa la sfida dell’agricoltura di precisione, che nei prossimi anni potrebbe rivoluzionare la filiera produttiva del settore. L’agricoltura di precisione monitora le diverse aree utilizzando tecnologie innovative, come sensori a terra, stazioni meteorologiche, sensori di caratterizzazione del suolo. Si mira così all’esecuzione di interventi agronomici tenendo conto delle effettive esigenze colturali e delle caratteristiche biochimiche e fisiche del suolo. Centrale anche il ruolo dei droni, che possono essere impiegati per fotografare lo stato sanitario delle piante molto meglio dell’occhio umano, visto che possono essere equipaggiati con termocamere che scattano immagini multispettrali, creando così una visione complessiva della coltura per mettere in evidenza differenze tra piante in salute e piante stressate. Tutti i dati raccolti in questo modo possono poi essere geolocalizzati.

Progetto in arrivo
Nel suo intervento alla plenaria del Microsoft Forum 2016 a Milano, il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, ha preannunciato che a breve sarà presentato un progetto nazionale dedicato all’agricoltura di precisione, con un focus specifico particolare sul settore vitivinicolo. “Dopo la stagione di Expo – ha spiegato Martina – abbiamo analizzato l’avanzamento delle migliori tecnologie e soluzioni per il settore agricolo in Italia. In pochi anni possiamo diventare un Paese leader guardando all’unione tra innovazione e sostenibilità nella produzione di cibo. Ora il Ministero è pronto a stimolare un salto di qualità su questo fronte”. L’agritech, che incrocia la filiera tradizionale dei campi con le spinte innovative di robotica, biotecnologie ed energie pulite, è un fenomeno che sta vivendo una vera e propria esplosione nei grandi mercati internazionali. Negli Stati Uniti, ad esempio, il Future Food Institute ha parlato di 4,6 miliardi di dollari di interventi suddivisi in 527 accordi soltanto nel 2015, praticamente il doppio di quanto movimentato dal settore nell’anno precedente. In Italia i numeri sono ancora modesti, ma il grande interesse su questi temi suscitato dall’Expo 2015 e i possibili interventi promessi a breve dal governo potrebbero presto portare a un boom anche nel Belpaese.


Anche l’irrigazione è entrata nel futuro

L’innovazione tecnologica può risultare fondamentale anche per un’irrigazione più efficiente, sia per ridurre lo spreco di acqua sia per massimizzare la resa della colture. I progressi maggiori si sono registrati per nell’irrigazione a pioggia e nella microirrigazione, dove si stanno sviluppando nuovi materiali per garantire anche una migliore performance nel tempo. Nell’irrigazione a pioggia, l’obiettivo è soprattutto quello di ridurre il consumo di energia (molto elevato a causa pressioni in gioco) attraverso l’adattamento delle conduttore e l’impiego delle turbine (minor consumo energetico). Sempre più diffuse anche le applicazioni elettroniche per il controllo remoto delle attrezzature, che consente di diminuire l’utilizzo di manodopera. E utilissimi possono essere anche i sistemi autopulenti, che evitano l’occlusione degli irroratori, scongiurando una distribuzione non uniforme dell’acqua.

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