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di Riccardo Anselmi

SPECIALE CIBUS

Un fenomeno chiamato food blogger



Un fenomeno chiamato food blogger

Qualche decina di migliaia di blog dedicati al food popolano lo scibile di quella struttura effimera e rizomatica che chiamiamo rete. Il fenomeno, che nasce da una professionalizzazione delle competenze del blogger, è esploso a livello nazionale nel 2011 sebbene, in letteratura, il primo food blog registrato risalga al 1997: era l’americano Chowhound che, oggi, conta ben 22 dipendenti.
Il primo blog Del 2001, invece, è l’antesignano dell’attività codificata così come la intendiamo oggi: quotidiana realizzazione di post dedicati a ricette in un mix esplosivo di empirico e trascendente: è il progetto di Julie Powell che, complice all’omonimia con Julia Child, edifica una vera e propria case history, dando vita al primo blog divenuto prima best-seller poi trasposto cinematograficamente a Hollywood.
In ogni caso, da allora il fenomeno è in costante ascesa e, si sa, dipende dal fatto che la cucina, negli ultimi anni, sembra esser diventata la più appetibile e prolifica delle forme d’arte al punto da aver dato vita a un nugolo di professionalità che ben poco hanno a che fare con quelle finora codificate.
Giornalista? È il caso della figura del giornalista, cui spesso il blogger si assimila pur disconoscendo, non sappiamo quanto volentieri, la di lui correlata questione deontologica che, nel caso degli influencer, diventa vera e propria nemesi. Per quale motivo? Perché la professione giornalistica vieta espressamente di ricevere favori o benefits in cambio del proprio minuto di celebrità, che su wordpress diventano 7 minuti, a dire il vero, quelli necessari a leggere un post di 1400 parole. Uno spazio, questo, che per il blogger più dedito e carismatico può diventare moneta sonante o sotto forma di manifeste pubblicità o nella forma, più sottile, dell’inserzione.
Gli influencer In tutto questo, è ovvio che man mano che il blog diventa monetizzabile, al blogger spetterà anche una fetta, talvolta meritata, di popolarità che, se ben gestita, può appunto sfociare nell’empireo dei suddetti influencer ovvero testimonial viventi di accessori, ristoranti, prodotti, e marchi dell’industria alimentare. C’è quindi un prezzo alla base del blogging specializzato, un prezzo che ha a che fare con la libertà di stampa che è una questione che, a ben vedere, poco sta a cuore del popolo italiano. Contrario e speculare, comunque, il discorso dei blog emergenti i quali, presumibilmente fuori dal servilismo e dalle dinamiche carrieriste che imperversano ai piani alti, potrebbero considerarsi strumento privilegiato di un’espressione finalmente libera, polemica, critica o autocritica.
Singolo o collettivo In questo senso, tuttavia, gli esempi tendono a latitare e si ritrovano, piuttosto, negli interventi di giornalisti come Valerio Visintin il cui oggetto di satira è, non a caso, proprio il FoodBlogging. In ogni caso, il modello fondamentale di questa nuova professionalità è diviso dalla discriminante tra blog a singolo autore o blog collettivo che, in certo senso, spalanca una discriminante ulteriore, quella tra blog generalista e blog specialista che, in certo senso, mutuiamo dal mondo televisivo. Ebbene, proprio grazie all’urgenza di codificare semanticamente dell’oggetto FoodBlog è emersa la sua caratteristica di base: ovvero il gusto per l’ibridismo, e non solo per via delle immagini e dei video che, continuamente, ambientano piatti e ricette quanto, piuttosto, per la felice incursione della fotografia e della produzione video artistica e professionale che, nella piattaforma in questione è, appunto, foriera di nuove, vicarie, e inusitate professionalità.

L'iniziativa
1 Cos'è I love italian food?
E' un network internazionale e un’associazione no profit che diffonde la passione per la cucina e il cibo italiano nel mondo. La community supera il milione di utenti, per il 95% stranieri, e un network di migliaia di professionisti del settore formato da bloggers, chef, ristoratori, buyers e distributori. I contatti sul sito sono 40 milioni al mese.
2 Quale evento è previsto con Alma?
I Love Italian Food realizzerà una Cena di Gala in collaborazione con Alma - Scuola Internazionale della Cucina Italiana per tutti i propri associati, martedì 10 maggio alle 19 alla Reggia di Colorno. Durante l'aperitivo sarà aperto il “Primato Altemasi”, lo spumante da record, entrato nel Guinness dei primati come la bottiglia più grande al mondo. La cena preparata dagli Chef di Alma, sarà ispirata alle ricette della tradizione italiana, protagoniste del nuovo progetto-video “100per100 Italian Recipes”.
3 Cosa accade a Cibus 2016?
Il network ha organizzato l'incoming di food bloggers da tutto il mondo per i quali ha organizzato una serie di eventi all'interno di Cibus grazie alla collaborazione con alcuni partner industriali. L'evento si chiama “Italians do eat better” e prevede un fittissimo programma. Si va dallo show cooking di oggi alle 11 alla Rizzoli Emanuelli (Pad 6 stand C 022) con lo chef Giampietro Stancari al «Risotto non risotto» di oggi pomeriggio alle 16 alla Acquerello (Pad 7 stand D 059) con Maria Nava Rondolino. E ancora: happy hour, contest, convegni e sfide.