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Economia circolare: i “rifiuti” diventano elementi da valorizzare



Economia circolare: i “rifiuti”  diventano elementi da valorizzare

Negli ultimi anni una filosofia particolare ha fatto sempre più breccia nel mondo della finanza e del mercato: l’economia circolare. Il concetto è basato sul riciclo e sul riutilizzo, nell’ottica di combattere gli sprechi e di tutelare, in questo modo, l’ambiente. In Italia, però, questa pratica virtuosa viene, troppo spesso, frenata da un eccesso di burocrazia e da normative penalizzanti. Lo scorso giugno, a Roma, nell’ambito del IV Ecoforum - organizzato da Legambiente, La Nuova Ecologia e Kyoto Club - è stato trattato proprio l’argomento dell’economia circolare, raccontando le migliori esperienze italiane nel settore e analizzando gli ostacoli con cui ci si trova tuttora a combattere.

I POSSIBILI VANTAGGI Le stime indicano che, introducendo completamente il concetto di economia circolare in Europa, si potrebbero risparmiare circa 2.000 miliardi di Euro da qui al 2030, con un aumento del 7% del Pil dell’Unione Europea e 3 milioni di nuovi posti di lavoro. L’economia circolare non riguarda solamente la differenziazione e il recupero dei rifiuti, bensì l’uso efficiente delle risorse che abbiamo a disposizione. L’esistenza di una normativa moderna ed efficace è fondamentale, al fine di determinare quando un rifiuto sia effettivamente tale e quando, invece, esso possa venire considerato una materia prima secondaria o un prodotto. È importante, perciò, che la normativa italiana si adegui alle disposizioni europee per quanto riguarda il cosiddetto “end of waste”. Questa carenza ha fatto sì che, in Italia, si siano registrati numerosi esempi di sviluppo mancato: vedasi, ad esempio, quello relativo ai sacchetti di plastica non compostabili che, sebbene la legge li vieti dal 2012, sono ancora presenti in numero considerevole. Le circa 40.000 tonnellate di plastica - illegali - attualmente in circolazione hanno portato a una perdita complessiva di circa 160 milioni di euro, oltre che a un importante danno ambientale.

LA CONSULTAZIONE È stata avviata, inoltre, nei giorni scorsi la consultazione on line sul sito del Ministero dell'ambiente dell documento "Verso un modello di economia circolare per l'Italia" che – spiegano i ministri dell’ambiente Gian Luca Galletti e dello sviluppo economico Carlo Calenda – “ha l’obiettivo di fornire un inquadramento generale dell’economia circolare nonché di definire il posizionamento strategico del nostro paese sul tema, in continuità con gli impegni adottati nell’ambito dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile, in sede G7 e nell’Unione Europea.