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Il marketing targato Verdi

Il maestro è stato il primo ambasciatore del food e della cultura tricolore nel mondo



Il marketing  targato Verdi

Direte voi, cosa c'entra Giuseppe Verdi con Cibus Connect? Ebbene, il Cigno di Busseto è stato il primo ambasciatore del cibo e della cultura italiana nel mondo. Non restate spiazzati da questa notizia, pensando unicamente alle sue melodie immortali. Il mito di Verdi non ha confini ed è trasversale.
A spiegarci tutto è Gabriele Zecca, ceo della società di servizi per lo sviluppo di progetti imprenditoriali Synergy Business & Finanza, proprietaria della firma originale del maestro che accompagna e «griffa» una selezione di eccellenza nel food. Il progetto, che lega a doppio filo il cibo di qualità made in Italy e la cultura ha una collocazione ideale a Cibus Connect «In occasione delle sue innumerevoli rappresentazioni all’estero - spiega Zecca - Verdi è stato il primo a far conoscere nel mondo cibo e cultura tricolore. Dai suoi carteggi emerge che era sua abitudine portare nei viaggi il vino, la pasta, i dolci, dei salumi, dei formaggi, l’olio, l’acqua, l’aceto balsamico, il riso, per le cene che organizzava quando era all’estero. Al ritorno in Italia spediva lettere di ringraziamento accompagnate dai prodotti alimentari che erano stati apprezzati».

Dal marchio «GVerdi», registrato Europa, Giappone, Stati Uniti d'America, Cina, è nata l'idea di dare una risposta significativa alla richiesta di «Cibo e Cultura Italiana Eccellente nel mondo» attraverso un «progetto innovativo di marketing esperienziale e sociale - sottolinea Zecca - con il quale selezioniamo e portiamo nel mondo prodotti firmati dal maestro. E anche a Cibus Connect siamo presenti con alcune specialità scelte per la qualità e la tradizione che le contraddistinguono. Vengono presentate con il brand «GVerdi» che ha l’obiettivo di dare prestigio, visibilità e notorietà immediata, sia in Italia che all’estero ai prodotti, ai produttori e a chi vorrà acquistarli».
Le premesse sono più che buone. «Siamo contenti perché a qualche giorno dalla manifestazione abbiamo già 12 appuntamenti da buyer di Singapore, Seul, New York, dalla Polonia, dall’Arabia saudita, dalla Cina e dal Brasile».


Perché si parla anche di marketing sociale?
«Perché rispetto alla classica promozione c'è molto di più. Ad esempio, devolveremo parte delle royalties generate dall’uso del brand in borse di studio e finanzieremo studi e ricerche presso l’Istituto nazionale di Studi Verdiani di Parma e New York». Tornando al marketing esperienziale il cantiere è aperto su più fronti. Fiere internazionali, presenza di corner «G Verdi» in prestigiosi department store a Londra, Parigi, New York, negli aeroporti e in food hall presso i teatri nel mondo. «Anche il canale ristorazione - assicura il ceo di Synergy B&F - apprezzerebbe un prodotto sulle tavole firmato dal Cigno di Busseto per le categorie che possono avere visibilità». Un'ultima chicca: «Alla prima della Traviata alla Royal Opera House di Londra - racconta Zecca - secondo teatro al mondo per pasti e ristorazione ho trovato solo qualche bottiglia di buon vino a rappresentare il made in Italy. Ora stiamo lavorando per realizzare cene a tema Giuseppe Verdi da abbinare alle prime del maestro».