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L'ESPERTO

Il climatologo: "In 50 anni fatto poco per Firenze"

Climatologo, in 50 anni fatto poco per Firenze
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«Una nuova alluvione ci sarà, perchè guardando agli ultimi mille anni si è visto che il tempo di ricorrenza dell’alluvione a Firenze è di circa cento anni, e può accadere anche prima perchè con i cambiamenti climatici gli eventi estremi sono più ricorrenti"; ma in 50 anni «si è fatto davvero poco per salvare Firenze da eventuali episodi analoghi». Usa parole chiare Giampiero Maracchi, professore ordinario di Climatologia presso l’Università degli Studi di Firenze, secondo cui «serve anche un’assicurazione obbligatoria, ma in Italia manca una politica assicurativa contro il rischio alluvione».
Fondatore e già direttore dell’Istituto di Biometeorologia del Cnr e del Laboratorio per la meteorologia e la modellistica ambientale della Regione Toscana - Lamma, Maracchi - conversando con l’ANSA - ricorda che «negli ultimi 25 anni abbiamo avuto un aumento del 900% del numero di eventi meteorologici estremi, oltre alle alluvioni anche alcune specie di uragani, più concentrati nel tempo e su un’area più contenuta, quindi 9 volte in più rispetto al 1966».
Fra le opere necessarie per proteggere la città Maracchi indica ad esempio «le casse di espansione, bacini in cui viene condotta l’acqua in caso di inondazioni» ma, osserva, «sono opere importanti e costose, e lo Stato finora ha speso pochi spiccioli per la gestione del territorio. Nel Valdarno e a monte di Firenze si sono iniziati dei lavori, a Pisa c'è già uno scolmatore, un canale che porta l’acqua in campagna».
Il problema di salvare vite umane oggi è in parte risolto, tanto che il numero dei morti è diminuito, grazie alle previsioni con cui si riesce ad avvisare in tempo la popolazione mentre per gli immobili il rischio di danni resta alto «e assicurarsi costa carissimo perchè lo si fa a livello individuale. Dal 1990 ci sono stati almeno 15 progetti di legge riguardanti l’assicurazione obbligatoria, quindi riguardante tutti i cittadini, per danni agli immobili per 60-70 euro all’anno (che con un contributo dello Stato - come avviene in Germania, Francia e Spagna per l’assicurazione incendio e alluvione - potrebbe scendere a 40) ma c'è stata un’opposizione che ha impedito che questi progetti andassero avanti».
In occasione degli eventi per il 50/o anniversario dell’alluvione «sembra ci sia trionfalismo, come se si fosse fatto chissà cosa, ma tranne aver ripulito il letto dell’Arno e aver sistemato delle spallette, aver costituito l’Autorità di bacino e aver fatto progetti, si è fatto poco. Si è fatto anche un bacino a nord di Firenze sul fiume Sieve che serve a calmierare l’afflusso di acqua nell’Arno - aggiunge Maracchi ricordando il detto locale 'Se Sieve non mesce Arno non crescè - ma se domani c'è un’alluvione non risolvono nulla».

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