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Avanzare dell’età e udito in calo: l’aiuto degli apparecchi acustici



Avanzare dell’età e udito in calo: l’aiuto degli apparecchi acustici

La diminuzione dell’udito è una delle condizioni più diffuse con l’avanzare dell’età. L’anziano con problemi di udito trova difficile comprendere e conversare con familiari e amici. È evidente anche una diminuzione dell’interesse nell’ascolto di radio e televisione. Tale condizione conduce di frequente ad isolamento sociale e perdita di interessi e attività. L’anziano che vive tale condizione va incontro ad una progressiva perdita di autostima, a una condizione di apatia e può frequentemente sviluppare un disturbo dell’umore di tipo depressivo.

DISTURBI COGNITIVI La condizione più grave e più sottostimata nell’anziano è l’incapacità di comprendere, determinata dall’ipoacusia (indebolimento dell’apparato uditivo) con apparenti disturbi cognitivi, che includono il disturbo di memoria, il disturbo di attenzione, il disturbo di comprensione verbale fino ad un quadro di apparente stato confusionale acuto. I disturbi cognitivi descritti possono essere sintomi apparenti legati all’incapacità di udire adeguatamente, comprendere e quindi fissare nuove informazioni nel cervello. Secondo i risultati di uno studio, rispetto ai soggetti con udito normale, le persone affette da ipoacusia avevano un rischio di 2 volte aumentato di sviluppare demenza se questa era di grado lieve, di 3 volte aumentato se moderata e di circa 5 volte aumentato se l’ipoacusia era piuttosto severa.

I DISPOSITIVI Di fronte a questa situazione, una soluzione c’è ed è rappresentata dai numerosi strumenti a disposizione per combattere i disturbi dell’udito, protesi acustiche in primis. Non esistono più gli apparecchi acustici di una volta, esterni all’orecchio, che bisognava regolare da soli, in modo empirico, con una rotellina (e che riproducevano suoni difficili, poi, da accettare e da riconoscere). Adesso le protesi acustiche, anche quelle meno costose, sono computer piuttosto sofisticati, che raccolgono i suoni e li rimodellano, per renderli compatibili con il cervello di ogni singolo paziente. Ci sono anche altre innovazioni legate all’udito. L’avanzare della tecnologia, ad esempio, permette di inserire all’interno delle ossa del cranio una parte della protesi, o di sostituire addirittura la coclea con una protesi. In questo modo, non solo chi è colpito da ipoacusia ma anche chi lo è da sordità profonda può riacquistare l’udito.

LE TIPOLOGIE A ogni modo, le protesi più semplici da utilizzare sono le protesi acustiche esterne. Si tratta di dispositivi che vengono sistemati nel condotto uditivo o appoggiati al padiglione auricolare: amplificano i suoni e li convogliano in un tubicino trasparente, che a sua volta viene inserito nel condotto. Le protesi acustiche impiantibili, invece, sono simili a quelle esterne, ma vengono inserite dal chirurgo, in tutto o in parte, nell’osso mastoideo o nella cassa timpanica. Alcuni modelli diventano pressoché invisibili, ma non tutti hanno ancora superato i protocolli sperimentali negli Stati Uniti.