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Malvasia: 5 curiosità che non tutti conoscono

Malvasia: 5 curiosità che non tutti conoscono
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Versatile e ricca, la Malvasia di Candia aromatica è un dono che i colli parmensi hanno ricevuto dalla natura e dalla storia. E che hanno saputo trasformare nella più straordinaria e peculiare tra le diciassette varietà di Malvasia esistenti, adatta a vini sia frizzanti, sia fermi secchi (o quasi), sia dolci passiti.

La Malvasia, uno dei vini simbolo dei colli parmensi, non è così conosciuta come pensiamo. Ecco alcune curiosità sulla Malvasia DOC. 

1. Il nome Malvasia ha origini che vanno ben oltre l’Emilia. Deriva da Monemvasia o Monemvaxia, un paese sul mare nel Peloponneso, in Grecia, centro dei commerci con Genova e Venezia, fondato nel 588 fu annesso dalla Repubblica di Venezia nel 1400. Quando 100 anni dopo la cittadina cadde in mano ai Turchi, si narra che i Veneziani portarono in Italia la coltivazione dei vitigni Malvasia.  

2. A due passi da Piazza San Marco c’è Calle de la Malvasia; un riferimento al vino e al bere in senso lato poichè a Venezia, tempo fa, le osterie si chiamavano “malvasie”.

3. La ricchezza della Malvasia sta nell’ampio spettro di terpeni (responsabili degli aromi di arancio, cedro, limone, mandarino, rosa), frutta (pesca, albicocca più o meno matura, frutti tropicali, pompelmo), fiori (acacia, fresia, lavanda), note erbacee, salvia, note mielate e spezie.

4. Il tipico colore della Malvasia è il giallo tenue, con sfumature dorate, con cromatura limpida e verdina; il residuo carbonico è finissimo e costante; la base glicerica è buona.

5. La Malvasia secca, profumata e agrumata, può accompagnare i salumi nostrani e la torta fritta, si adatta ad antipasti delicati, è ideale per un aperitivo, ma è perfetta abbinata a saporiti piatti di mare o verdure. La temperatura? 8 – 11 °C in estate, 11 – 14 °C in inverno.

 

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