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Bocciato o rimandato? 6 consigli per affrontare un insuccesso scolastico

Bocciato o rimandato? 6 consigli per affrontare un insuccesso scolastico
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Il divario tra ciò che la scuola offre e ciò che i ragazzi si aspettano, allontana questi due mondi portando al disinteresse, alla demotivazione e al calo dell’apprendimento. L’insuccesso scolastico, fatto di bocciature, ripetenze e ritardi, conduce spesso alla fuoriuscita dal percorso formativo, un problema che non riguarda solo le famiglie. E’ un dato preoccupante perché riguarda i giovani, quindi il futuro di tutti. Chi lascia la scuola prematuramente rischia di incorrere nella disoccupazione, in un lavoro insoddisfacente e nella esclusione sociale. Secondo Eurostat, la dispersione scolastica in Italia è scesa sotto il 14 per cento, peggio di noi solo Portogallo, Romania, Spagna e Malta. Ma i il dato dei giovani tra i 18 e i 24 anni che abbandonano precocemente la scuola, non conseguendo diplomi di secondo grado né attestati di formazione professionale è pur sempre troppo alto. L’Unione Europea chiede di arrivare almeno al 10%. 

Cosa fare di fronte a un insuccesso scolastico? Ecco alcuni consigli per le famiglie. 

1.      La scuola e la formazione richiedono impegno. Si studia per se stessi, per migliorarsi, per crescere come persone, per trovare la propria strada nel mondo.

2.      L’insuccesso è temporaneo, non è un fallimento. Deve essere un campanello di allarme per trovare la giusta direzione. Parlatene, affrontate l’argomento con comprensione, senza colpevolizzare. Il problema è il metodo di studio o la mancanza di concentrazione e di tempo dedicato alla preparazione delle verifiche? Oppure è il percorso intrapreso … che non è come ci si aspettava?

3.      Se il ragazzo a scuola si lascia guidare da processi decisi da altri diventa uno strumento passivo, quindi famiglia e insegnanti devono farlo tornare soggetto protagonista, dotato di autonomia, autostima e voglia di partecipare.

4.      La demotivazione si combatte sostenendo l'autostima del ragazzo, mostrandogli che è già a buon punto del suo percorso di studi e che sarebbe uno spreco lasciar perdere.

5.      E’ importante comunicare che si può sempre migliorare con l’esercizio, creando un clima di sicurezza in famiglia. I genitori devono mostrare interesse per il rendimento scolastico e per i compiti a casa.

6.      Se un difficile rapporto con i professori o una relazione problematica con i coetanei unita a uno scarso interesse per la cultura e poca fiducia nel percorso scolastico intrapreso portano alla decisione di lasciare la scuola, la famiglia ha il dovere di eliminare le fonti di confusione sulle alternative alla scuola informandosi sui piani di formazione.

In generale è necessario ri-motivare i ragazzi e di ri-orientarli rispetto alla scelta di una scuola superiore spesso sbagliata, per evitare che escano definitivamente dai percorsi educativi.

Nonostante gli insuccessi scolastici, un futuro migliore è possibile. Basta aver frequentato almeno un anno di scuola superiore per poter valutare percorsi formativi alternativi offerti da Istituti professionali ed Enti di formazione accreditati.

La sensazione diffusa che in Italia non ci siano buone prospettive lavorative, porta i ragazzi a non credere nel potere della scolarizzazione. E’ chiaro anche che una volta abbandonati gli studi, diventa ancora più complicato inserirsi del mondo del lavoro e allora si rischia di prendere strade sbagliate. Non è la conoscenza che spaventa i ragazzi, è un certo ambiente scolastico, con le sue regole e le sue incognite. Allora è compito dei formatori far avvicinare i giovani a un sapere più pratico che gli possa essere realmente utile nella vita adulta e nel mondo del lavoro. 

Chi non vede l’ora di mettersi alla prova nel mondo del lavoro può decidere di conseguire una qualifica professionale. Allora è importante farlo il prima possibile, quando si è ancora "freschi di scuola". Aiutiamo i ragazzi a capire quale lavoro vorrebbero e se non sono le materie teoriche quelle che fanno per loro, indirizziamoli a una carriera nel settore tecnico. Un Paese che aspira ad essere moderno e tecnologico deve poter contare sull'utilizzo di manodopera qualificata. Il successo della formazione professionale è l’antidoto alla dispersione scolastica e si fonda sulla pratica, sul collegamento tra la teoria e le imprese locali.

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