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Le competenze per l’Industria 4.0

Le competenze per l’Industria 4.0
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Per uscire dal tunnel della crisi economica, le imprese non possono che andare nella direzione del digitale. Non basta sostituire impianti e adattare i processi, è indispensabile un investimento straordinario sulle competenze delle persone. E’ ora di introdurre la cultura digitale anche nelle fabbriche, puntando sull’aggiornamento e adattamento dei dipendenti, che vengono facilitati dalla flessibilità e dall’attitudine al cambiamento.

Le nuove tecnologie da un lato hanno cancellato posti di lavoro, dall’altro hanno creato nuove opportunità che troppo spesso passano inosservate. Coglierle vuol dire cominciare a puntare sulla formazione e sulla capacità di leggere i cambiamenti del mondo del lavoro.

Le nuove tecnologie stanno modificando il modo di pensare, di ideare i prodotti, di far funzionare i processi produttivi in fabbrica, ma anche di gestire l’intera attività della catena di distribuzione. Si definisce Industria 4.0 l'evoluzione produttiva a cui stiamo assistendo e che tende a una totale integrazione tra strutture di dati e nuove tecnologie applicate. I numeri parlano chiaro: gli investimenti industriali nel 2017 sono cresciuti dell’11% per un ammontare pari a 80 miliardi, di cui il 35% in macchinari. I processi di digitalizzazione delle imprese passano dalla progressiva sostituzione delle strumentazioni, ma necessitano delle professionalità adeguate per poterle usare.

All’industria italiana 4.0 servono infrastrutture efficienti per mitigare l’impatto dei costi dell’energia e della logistica, ma è sulle risorse umane che si combatte la vera battaglia. L’Italia è in ritardo sull’innovazione e rischia di vedere insidiata la posizione di forza che ha sempre avuto sulla manifattura.

Quella italiana è la settima industria nel mondo e la seconda in Europa in termini di valore aggiunto manifatturiero. Nel 2017 abbiamo esportato 540 miliardi di euro di beni e servizi, il 30% del nostro PIL. Il 90% viene dalla manifattura.

Ma il «made in Italy» ha bisogno urgente di manodopera giovane, altamente qualificata e pronta a lavorare nell’industria 4.0. A molte aziende mancano le competenze interne adeguate alle nuove sfide digitali. E non è facile trovare quelle figure nemmeno all’esterno. Una industria manifatturiera su due dichiara di non avere la preparazione tecnologica, sociale e relazionale che serve per accompagnare il cambiamento. Alla progressiva sostituzione degli impianti deve seguire il ripensamento di diverse funzioni aziendali, dalle figure manageriali a quelle operative, perché il cambiamento investe strategia, processi e prodotti.

Nella Quarta Rivoluzione Industriale non può esistere formazione senza lavoro ma soprattutto lavoro senza formazione: il mercato pretende preparazione, competenze tecnologiche e trasversali insieme. Quali sono le conoscenze necessarie all’Industria 4.0? Big data e analisi dei dati, cyber security, sistemi cyber-fisici, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa, integrazione digitale dei processi aziendali. Solo per elencarne alcune.

Per progettare il futuro, le aziende devono fare leva sul capitale umano. E chi cerca lavoro non deve farsi trovare impreparato, ma deve puntare sulla formazione specialistica. 

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