SCUOLA

Cambia l’alternanza scuola lavoro

Si tratta di un’esperienza che aiuta a mettere in pratica “sul campo” le proprie capacità e le singole abilità

Cambia l’alternanza scuola lavoro
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Dare vita a percorsi di orientamento scolastico e professionale che preparino al mondo del lavoro: proprio in quest’ottica era stato elaborato il piano di alternanza scuola lavoro reso obbligatorio dalla riforma della “Buona Scuola”, in cui sono previsti periodi di formazione teorica in classe e uno di esperienza pratica nell’azienda prescelta. Ora, con la bozza della Legge di bilancio 2019, sono state introdotte alcune modifiche. I cambiamenti sono molti: il primo riguarderà anche il nome stesso, che da “Alternanza Scuola Lavoro” verrà modificato in “Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento”. Oltre alla denominazione, varieranno anche le modalità di svolgimento, a partire dall’impegno richiesto; il numero di ore di attività da svolgere nell’arco dei tre anni di scuole superiori verrà dimezzato, così come i finanziamenti statali. In particolare, si prevedono 180 ore di alternanza negli Istituti professionali (invece di 400), 150 ore negli Istituti tecnici (in luogo di 400) e 80 ore nei Licei (al posto di 200). Tutto ciò dovrebbe essere avviato già a partire da gennaio 2019.

MODALITÀ INNOVATIVA Un’esperienza che aiuta a spendere le proprie conoscenze scolastiche e metterle in pratica “sul campo”: così il Ministero dell’istruzione considera l’alternanza scuola lavoro, ovvero “una modalità didattica innovativa”, che mira ad arricchire la formazione degli studenti e a orientarne il percorso di studio e del futuro lavoro. I percorsi di alternanza scuola-lavoro nelle imprese vengono così dimensionati in modo da favorire l’autonomia degli studenti nel proseguimento degli studi o nell’inserimento nel mondo del lavoro. Il progetto, introdotto inizialmente nel 2003, è diventato obbligatorio per tutti gli studenti degli ultimi tre anni delle scuole superiori ed è stato potenziato da una legge, la 107 del 2015, conosciuta come “La buona scuola”, per essere infine modificato nuovamente qualche giorno fa in vista del 2019. Verranno previsti così piani di orientamento scolastico e professionale che terranno conto delle prospettive occupazionali offerte dai diversi territori e delle esigenze del mercato, mediante accordi tra scuole e strutture ospitanti.

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