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Innovazione tecnologica al servizio della riabilitazione

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L'attività del fisioterapista è sempre più mediata, supportata e potenziata dalla tecnologia.
Il recupero del movimento passa ogni giorno di più, attraverso l’applicazione di tecnologie avanzate per la costruzione di protesi e apparecchiature. Nel caso degli arti inferiori, gli strumenti impiegati vengono detti esoscheletri, termine che fa pensare subito alla corazza esterna di alcuni insetti. Si tratta di dispositivi che si applicano esternamente alle gambe e che aiutano chi li indossa a muoverle grazie a dei motori. Esistono due tipi di esoscheletri per gli arti inferiori; un modello così detto a giroscopio e un modello all'avanguardia che utilizza segnali bioelettrici.

Da dicembre, anche in Italia sarà possibile fare riabilitazione con questo secondo modello, ovvero con quello che sfrutta i segnali bioelettrici (in inglese BES, bio-eletric signal). Questi esoscheletri si muovono solo se, chi li indossa, decide di farlo. E ciò avviene grazie ai segnali bioelettrici che possono essere “ascoltati” e captati sulla superficie della pelle attraverso degli elettrodi, piccole placche adesive simili a quelle utilizzate comunemente per l’elettrocardiogramma. Le placche sono collegate all’esoscheletro mediante dei cavi che trasferiscono il segnale bioelettrico a un amplificatore. Il segnale bioelettrico viene in questo modo aumentato e trasferito a una serie di motori che danno al paziente la forza che gli manca per muovere gli arti inferiori.

Questa tecnologia rivoluzionaria ha un nome. E' HAL (Hybrid Assistive Limb), prodotto da Cyberdyne (www.cyberdyne.jp), il primo robot al mondo di tipo cyborg che supporta e migliora le funzionalità corporee di chi lo indossa. Un paziente affetto da problemi neurologici (come esiti di ictus, lesioni midollari incomplete, parkinson) grazie all’esoscheletro può riprendere a muoversi. Ma non solo. HAL può anche essere considerato come il sistema che accelera l'apprendimento delle aree motorie del Sistema Nervoso Centrale (SNC). In pratica insegna di nuovo e gradualmente al cervello a emettere i segnali necessari per "camminare". Le cause principali delle disabilità agli arti inferiori sono disturbi del sistema neuromuscolare e nervoso. In questi casi, il cervello non può sfruttare i normali percorsi neuronali, perché sono danneggiati, quindi non può ordinare alle gambe di spostarsi. HAL permette di dare una risposta veloce all'intenzione, per esempio, ‘mi alzo’. Grazie agli elettrodi applicati sulla pelle, HAL capta e sfrutta i piccoli segnali che la persona che lo indossa riesce a emettere. E li amplifica per creare movimento. Lo spostamento è possibile anche grazie alla struttura flessibile di HAL che si adatta alla costituzione fisica di chi la indossa, pur avendo dei limiti come il peso della persona non superiore ai 110Kg.

HAL viene impiegato su pazienti con disturbi neuromuscolari che soffrono di lesioni incomplete del midollo spinale, lesioni cerebrali traumatiche, malattie cerebrovascolari o esiti di ictus e parkinson. Ma è importante che il tipo di patologia e il livello di disabilità sia valutato da un team di esperti prima di decidere se si possa cominciare il trattamento con HAL.

 

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