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Diffusion Whole Body, la “scatola magica”

Esame d’avanguardia scopre i tumori senza raggi e mezzi di contrasto

Diffusion Whole Body, la “scatola magica”
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“Era il sogno del noto oncologo Umberto Veronesi: un’apparecchiatura che potesse diagnosticare le patologie tumorali in fase molto precoce, quando possono essere ancora facilmente curate e guarite” spiega il Professore Stefano Folzani, Direttore Sanitario e Responsabile della Sezione di Radiologia e Diagnostica del PacC - Poliambulatorio Città di Collecchio.

La Risonanza Magnetica Diffusion Whole Body, di cui il PacC si è recentemente dotato, utilizza sequenze particolari senza mezzo di contrasto, senza impiego di radiazioni ionizzanti, riuscendo ad esaminare tutto in poco tempo.

La Risonanza Magnetica sfrutta il segnale indotto dalle molecole di acqua. Infatti le cellule tumorali hanno una maggiore capacità di trattenere tali molecole e una maggiore permeabilità: il risultato a livello di immagine è che le cellule brillano e si distinguono con più facilità rispetto ai restanti tessuti. Queste particolari sequenze in diffusione si possono eseguire da tempo, ma per segmenti. La novità della Risonanza Magnetica Diffusion Whole Body è la possibilità di esaminare tutto il corpo in meno di 30 minuti.

“Questo permette di valutare piccole lesioni in organi che sono trascurati dalle procedure di screening tradizionale e per le quali ci si rivolge al medico quando si avvertono i primi sintomi, ma spesso è già tardi” afferma lo specialista. Ancora una volta si parla di diagnosi precoce, un concetto chiave in campo oncologico perché, se da una parte salva la vita, dall’altra ne aumenta la qualità rendendo più semplice e meno “drastico” il trattamento curativo.

“È un esame che non necessita di apparecchiature particolari (se non di una Risonanza Magnetica ad Alto Campo), ma è fondamentale il ruolo del personale (medico e tecnico) esperto di malattie oncologiche in grado di interpretare correttamente il risultato. Non tutto ciò che “brilla” è tumorale. Ecco perché è importante la competenza specifica per questo esame” raccomanda il Professore Folzani.

 

Il Consiglio dello Specialista

A chi è consigliato?

“Oggi la Risonanza Magnetica Diffusion Whole Body è un esame che si effettua soprattutto su pazienti a rischio di metastasi o con familiarità, ma prossimamente avrà un’applicazione su più larga scala e confido che presto sarà di gran lunga preferito ad altri” spiega il Professore Folzani. Dentro questa “scatola magica” è quindi possibile avere una situazione generale dell’intero organismo, anche in eventuali esami di follow-up o in pazienti in gravidanza per cui diventa fondamentale eseguire esami diagnostici senza l’impiego di radiazioni.

 

Innovazione nella diagnosi

Le applicazioni della Diffusion Whole Body

 Non è un esame sostitutivo degli screening tradizionali, ma un controllo preventivo degli organi su cui normalmente non si indaga.

La Risonanza Magnetica Diffusion Whole Body nasce come esame di stadiazione per alcune forme di tumore: il mieloma multiplo, ma anche per le metastasi in pazienti ad alto rischio come per esempio a chi è stato diagnosticato un melanoma. Nell’ottica di risparmio di dose è da preferire nei pazienti giovani con melanoma o con linfoma che si devono sottoporre a esami frequenti.

La Whole Body è impiegata nella ricerca delle lesioni ossee nei tumori osteotropi, come quello alla mammella e alla prostata, forme tumorali delle più frequenti. Nelle linee guida tedesche e in alcuni studi scientifici la Whole Body è paragonata per semplicità e specificità alla pet/tc.

 Domanda della Sig.ra Angela da Parma

“È possibile effettuare quest’esame in sostituzione agli screening tradizionali tipo mammografia e pap-test?”

 Risposta del Prof. Stefano Folzani, Medico Specialista in Radiologia Diagnostica e Interventistica

 No, non è un esame che sostituisce gli screening tradizionali. È un esame a sé consigliato in casi di familiarità o fattori di rischio tali per cui sia necessario controllare tutto l’organismo e soprattutto gli organi non soggetti agli screening, spesso esaminati troppo tardi, quando si avvertono i sintomi di malattia.

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