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Il disco

45 anni fa il "Viaggio al centro della terra", l'opera prog di Rick Wakeman

29 giugno 2019, 10:55

45 anni fa il

di Michele Ceparano

Dopo essersi misurato con le sei spose di Enrico ottavo, e prima di cimentarsi con i miti e le leggende di re Artù e dei cavalieri della tavola rotonda, Rick Wakeman, uno dei “mostri sacri” del progressive rock rivisita Jules Verne con “Journey to the centre of the earth” che quest'anno ha spento 45 candeline. L'album, che uscì nel maggio del 1974 di cui l'istrionico artista ha scritto un seguito e che  è ancora  uno dei suoi cavalli di battaglia dal vivo, venne registrato  live   dall'ex tastierista degli Yes alla Royal Festival Hall di Londra il 18 gennaio di quell'anno. Voce narrante, niente meno che David Hemmings, che aveva già recitato in “Blow up” di Michelangelo Antonioni ma che in Italia è conosciutissimo per aver interpretato nel '75 “Profondo rosso”.

Ebbene,  il “viaggio al centro dela terra” insieme agli altri due dischi citati costituisce un trittico praticamente impossibile da superare. Un disco leggendario già dalla genesi, dal momento che Wakeman dovette indebitarsi per registrarlo. Si dice che arrivò perfino a ipotecare la casa. Non potendo, inoltre, permettersi uno studio di registrazione, lo realizzò appunto dal vivo. Tutti particolari che rendono ancora più interessante quello che sicuramente è un capolavoro e che chi voglia addentarsi nella magia del prog  deve ascoltare.

La trama del concept - diviso in due parti: the Journey/Recollection e The battle/The forest - ricalca quella del romanzo di Verne che racconta l'avventura del professor Lidenbrock (che nell'album è Lidenbrook), di suo nipote Axel e della loro guida Hans tra vulcani, fatti misteriosi, funghi giganti e mostri che lottano l'uno contro l'altro.

Certo, l'album fu giudicato “pomposo e magniloquente”, quando non “eccessivamente barocco”. Giudizi che ben conoscono i fans, per citare solo due gruppi storici, degli Yes e degli Emerson, Lake & Palmer. Ma che non possono assolutamente scalfire chi ama il prog. Anzi, a volte fanno tutt'uno con il prog stesso. Wakeman in questo caso   mette insieme l'ennesimo spettacolo leggendario, classicheggiante e grandioso, con orchestra (la London Symphony Orchestra), coro (English chamber choir), voce narrante (il grande Hemmings) e le voci di Gary Pickford-Hopkins e Ashley Holt. Il racconto di Verne in versione rock, con tanto di rivisitazione finale da “Nell'antro del re della montagna” tratto dal Peer Gynt di Grieg, è davvero trionfale come si addice a un viaggio al centro della terra. Con una guida d'eccezione. 

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