Sei in Spettacoli

il ricordo

Mirella Freni: Verdi, il Regio, Pavarotti. L'intervista del 2013

L'intervista di Mara Pedrabissi a Mirella Freni per i 200 anni della nascita del Maestro

09 febbraio 2020, 20:30

Mirella Freni: Verdi, il Regio, Pavarotti. L'intervista del 2013

Nell'ottobre del 2013 Mirella Freni  in occasione del 200esimo anniversario della nascita del Maestro, fu protagonista dell'incontro "Interpreti verdiani" insieme a Carlo Fontana e Alessandro Roveri al Ridotto del Regio, un teatro che l'aveva vista tante volte protagonista. In quell'occasione la Gazzetta pubblicò un'intervista di Mara Pedrabissi alla soprano. La riproponiamo


Signora Freni, il compleanno di Verdi è l'occasione per tornare al Regio. Quali ricordi ha in sé di questo teatro?
"L'ho sempre adorato perché è meraviglioso. Ci ho cantato, l'ultima volta fu una Bohème ma non chiedetemi quando, mi sono sempre trovata bene. Sono orgogliosa di tornarci per il mio Verdi, che ho adorato. Non l'ho messo in repertorio da giovane perché, se si ha un po' di cervello, si sa che va cantato con la maturità. Ma quando sono arrivata ad affrontarlo ho avuto grandi soddisfazioni, l'ho sentito dentro. Sarà perché siamo due emiliani".

Lei per tutti è Mimì. Di Verdi, invece, quale ruolo predilige? 
"Mi piace tutto, con una predilezione particolare per l'Elisabetta del Don Carlos, sarà perché l'abbiamo fatto al Met in cinque atti. Ho amato anche Amelia del Simon Boccanegra, Violetta della Traviata, Elvira dell'Ernani. La mia gioia sta nell'essere riuscita a far sentire quello che il Maestro intendeva. Ho studiato molto, i piano, i crescendo"

Parlando con lei, non si può tacere di un altro grande amico, Luciano Pavarotti 
"Siamo cresciuti insieme. Io ho qualche mese più di lui. Per me è un fratello. Il Signore ha dato a entrambi il dono della voce. Abbiamo studiato insieme dal maestro Campogalliani a Mantova. Allora da Modena era un viaggio, ma eravamo giovani, quante risate..."

Resta famosa la battuta di Pavarotti: "Con Mirella Freni ho fatto tutto, tranne l'amore"
"Sì questo è vero. Eravamo sempre insieme e molti credevano che avessimo una relazione. Ma no, era un fratello per me. E' stato un grande dolore quando è morto. Gli sono stata vicina fino a quattro giorni prima, poi ho compreso che era alla fine e non ce l'ho più fatta. Me lo immagino lassù con il mio Nicolaj (il basso Ghiaurov, suo secondo marito, ndr) a prendermi in giro"

Il suo presente è l'insegnamento, cui si dedica con impegno.
"Devo ringraziare la mia pianista Paola Molinari che mi ha spinto. Ero timorosa all'inizio. Dopo 15 anni sono contenta, mi rendo conto di aver aiutato tanti ragazzi"