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Le Moli e Dall'Aglio: «La nostra storia stasera su Rai5»

di Claudia Olimpia Rossi -

20 marzo 2020, 15:34

Le Moli e Dall'Aglio:  «La nostra storia stasera su Rai5»

«Principi e prigionieri», l’avventura di una compagnia di attori che divenne Teatro, il film documentario di Amedeo Guarnieri e Lucrezia Le Moli Munck, andrà in onda su Rai 5 stasera alle 22.45. Teatro Due, raccolto nel dolore, dedica la trasmissione che ripercorre la propria storia ad Amedeo Guarnieri, scomparso pochi giorni fa, a soli 44 anni. Commosse le parole del regista Walter Le Moli. «Credo che Amedeo Guarnieri, con la sua sceneggiatura, abbia colto attraverso un piccolo gruppo di artisti le pulsioni di un periodo storico, la trasformazione che stavamo vivendo. Accadeva di tutto: la guerra del Vietnam, la paura atomica. C’era bisogno di parole per esprimere i sentimenti. Il teatro serve proprio a questo, ieri come oggi. Nei momenti di emozione, riflette sui paradossi umani, va in profondità. Vedendo il film, creato in sintonia da Amedeo e Lucrezia, ho avuto la sorpresa di assistere all’esperienza di un’intera generazione esplicata attraverso la nostra storia. Nemmeno io, che l’ho vissuta, l’avevo mai compresa così chiaramente». 
L’epica avventura di Teatro Due, sola realtà italiana ad avere un ensemble stabile di attori, trae ancora linfa dalla passione dei suoi fondatori, che stanno crescendo giovani talenti e continuano a pensare il teatro. «Amedeo e Lucrezia hanno saputo elaborare in modo affettivo e colto i materiali delle nostre memorie». A raccontare è il regista Gigi Dall’Aglio, che per primo imbracciò la cinepresa. «Percepivo che valeva la pena di ricordarsi quei momenti. Eravamo sempre in giro a recitare, a provare, ci sentivamo in una fase aperta, felice. Era come se avessimo un piede sopra una scala mobile che ci portava in alto, con una sensazione buona delle nostre vite, delle scelte, del nostro pensiero». 
A Gigi Dall’Aglio chiediamo lumi di speranza per questo tempo di angoscia. «Il teatro - spiega - è una delle pochissime attività che non si possono fare senza la gente, nemmeno nella fase di preparazione. Stiamo pensando di creare un link per rivedere i nostri spettacoli. Però non si tratta di teatro ma di memoria di esso. Spero che questa pausa serva, agli artisti come agli spettatori, a riflettere sull’importanza del teatro come momento irripetibile, per tornare a frequentarlo con slancio ancora maggiore». Proprio le relazioni, un sodalizio come fucina creativa, sono rimaste le solide basi di Fondazione Teatro Due. «Siamo partiti dal teatro universitario - racconta Dall’Aglio - come una delle Compagnie più importanti d’Europa, per poi diventare Collettivo, quindi Fondazione. Siamo cambiati in tante cose, ma restiamo sempre noi». I sogni nel cassetto? «Molti sono ancora sul tavolo - risponde Dall’Aglio - mentre per gli altri ho predisposto un fondo di scrivania, perché non ci sarà mai spazio per tutti i sogni che abbiamo noi». 
«Eravamo giovani - dice a questo proposito Le Moli - ma anche persone consapevoli. Studiavamo moltissimo. C’era una grande competizione in ambito europeo: anche questo ci ha aiutati, offrendo stimoli alti. Inoltre è stata una fortuna essere a Parma, che ha la cultura nel proprio tessuto cittadino: non solo l’opera, ma cinema, arti figurative, romanzi». Il pensiero di Walter Le Moli torna sempre ad Amedeo Guarnieri: «Faceva parte di quei parmigiani “antichi”, estremamente critici, con la capacità di farti riflettere sulle cose, ma anche generosi e buoni».

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